La “sindrome di Rebecca”: quando a fare davvero male è la gelosia retroattiva per gli ex

di Rossella Palmieri

Si può essere gelosi degli ex e delle ex? Alcuni dicono che “si è sempre gelosi del passato”, ma diciamo così alcuni lo sono di più, molto di più di altri.

La gelosia è parte integrante di ogni relazione d’amore: un po’ di sana gelosia fa sempre bene. Ma quando la troppa gelosia mina la relazione, si avvicina di più alla possessività e questa particolare forma di gelosia non si focalizza sul presente e sul futuro ma sul passato e, quindi, sulle precedenti relazioni del partner, allora si può soffrire della sindrome di Rebecca, ovvero la gelosia retroattiva.

Il nome di questa sindrome deriva dal titolo del romanzo “Rebecca, la prima moglie” di Daphne du Maurier che ha ispirato l’omonimo film di Alfred Hitchcock. La parola chiave, in questo caso, è “passato”, ossia tutto ciò che rimanda agli ex, ai luoghi, agli eventi, agli oggetti: il geloso retroattivo accusa il partner di averlo tradito in passato e questa forma di gelosia può assumere contorni drammatici evidenziando emozioni molto intense. La rabbia, la disperazione, la svalutazione del partner che può essere accusato di aver procurato un dolore in maniera intenzionale, quando ancora nemmeno i due si conoscevano, insomma il geloso combatte con i fantasmi del passato che, chiaramente, non possono essere scalfiti.

Il geloso retroattivo implora il proprio partner di essere stato leggero, di aver avuto a sua volta precedenti partner, gli rimprovera di essere stato poco accorto e possono esserci messaggi velati come per esempio: “guarda, io adesso mi sto impegnando con te mentre gli altri si sono divertiti”. Il tutto è contornato da un certo dolore e ciò facendolo pesare alla vittima che, da parte sua, tenta di giustificarsi a volte in maniera passiva (subendo in silenzio), a volte cercando di svalutare le precedenti relazioni sentimentali, altre volte addirittura si sente in colpa perché pensa di aver fatto un danno intenzionale al proprio partner quando ancora i due non si conoscevano.

Come si manifesta la gelosia retroattiva? Nell’uomo il fuoco è incentrato prevalentemente sul sesso, e a ciò seguono domande imbarazzanti, a carattere sessuali ad esempio: “come lo facevate?”, “dove lo facevate?”, “ti piace più con me o ti piaceva più con lui?”, chiaramente queste domande creano imbarazzo e vanno a disturbare la sfera intima e sessuale della coppia.

Nelle donne il tormento non è generalmente incentrato sul sesso, ma il pensiero va al fatto di non essere stata la prima e mentre i due stanno in un luogo la gelosa può pensare che lui ci sia andato anche con altre e pensare “chissà che cosa si saranno detti”, “chissà come stavano”, “magari si sentivano bene”, “si saranno baciati”, “è stato meglio con loro o sta meglio con me?”, etc.

Insomma, il tormento per entrambi ha a che fare con il passato e con i fantasmi che loro stessi non possono essere e che non possono essere intaccati, proprio perché nel passato.

Le cause psicologiche della gelosia retroattiva posso essere racchiuse in tre tipologie: la prima è la vulnerabilità individuale. Persone con schemi disfunzionali: abbandonici, oppure di inadeguatezza, vergogna, di deprivazioni affettive, per cui hanno un’insicurezza di base che, a volte possono addirittura compensare con manifestazioni narcisistiche: “ma come non mi hai aspettato?”, “ti sei accontentata di piccoli uomini?”, aspetto confermato anche dalla rabbia che va a denotare questa caratteristica compensatoria.

La seconda causa può essere ascritta alle precedenti esperienze sentimentali negative del partner in cui ha sofferto molto e, per prevenire, il pensiero è “se in passato già tu hai tradito e hai avuto altri uomini, o hai tradito proprio con lui, allora è probabile che lo rifarai e, quindi, io sono in pericolo”.

Il terzo fattore è più intrinseco alla coppia: spesso queste persone prima di mettersi insieme erano amici, erano amanti e si raccontavano tutto e queste rivelazioni, come un boomerang, gli si ritorceranno contro.

La sindrome di Rebecca mette in crisi le basi che permettono alla coppia di comprendersi e adoperarsi per il bene comune. Quando le liti sono continue e le incomprensioni generano un clima di rabbia e frustrazione intollerabile, deve suonare un campanello d’allarme: è il momento di chiedere aiuto.

Si può guarire? E la coppia si può risanare? Di certo bisogna lavorare sull’insicurezza e sulle proprie difficoltà per favorire il raggiungimento di un equilibrio psicologico personale; inoltre non bisogna mai dimenticare che il confronto ed il dialogo con il partner sono la chiave di volta dell’intera dinamica disfunzionale. Quindi, per concludere, una psicoterapia sia individuale che di coppia certamente consentirebbero una crescita ed una gestione efficace di tutte le problematiche evidenziate nella Sindrome di Rebecca.