Us, Biden verso la Casa Bianca dopo avere inseguito. E Trump annuncia ricorso…

di Mariangela Maritato

“Non è un testa a testa. Siamo irraggiungibili. Abbiamo vinto in Florida, in Texas, Georgia, Ohio”. La musica. Il podio. Un tono di voce pacato e calmo.  Nelle scorse ore, nelle case di tutti gli americani con una pacatezza mai vista negli ultimi giorni,

il messaggio del presidente degli Stati Uniti d’America aveva chiuso lo spoglio. Con il passare delle ore le proiezioni avevano consolidato le prime certezze. Lo yen ai minimi. Il Dollaro alle stelle.  Poi, il vento è cambiato. E sulle lavagne in mostra nei vari talk di ogni tv in ogni angolo del globo, ha fatto capolino il colore blu. Che starebbe trainando Biden alla Casa Bianca.

la richiesta dell’intervento della Suprema Corte. Intanto l’affluenza alle urne per l’election day del prossimo inquilino della Casa Bianca è stata da record.

Biden ha parlato agli americani, dicendo di attendere l’esito del voto, ma “certo che sarà il prossimo presidente degli Usa. Di quelli che l’hanno votato e anche di chi ha sostenuto il mio avversario”.

Intanto, Twitter e Facebook hanno segnalato un post provocando l’ira del suo lo staff.  Si sono viste lunghissime file ai seggi con oltre 100 milioni di schede depositate ma anche le principali città statunitensi corazzate con il timore di proteste e saccheggi. L’annuncio dato dalla Fox News con il quale Biden si proclamava vincitore in Arizona provoca nel giro lo staff presidenziale. 

 “Un’aberrazione. E’ in corso la più grande frode a carico dei cittadini americani contro la quale ricorreremo alla Corte Suprema. E’ la conferenza stampa più tarda che abbia mai fatto nella mia vita. Abbiamo vinto e i democratici stanno cercando di rubare voti”. Duro il ruggito di Biden. “Accuse oltraggiose”. Nel suo post Trump aveva precisato: “Andiamo alla GRANDE, ma stanno cercando di RUBARE le elezioni. Non glielo lasceremo mai fare. I voti non possono essere espressi dopo la chiusura dei seggi!”. I risultati di Florida, Texas e Ohio hanno tuttavia acceso  l’animo del presidente.  La tua retorica anticomunista e la sua popolarità ha vinto in Florida tra i bianchi rurali e tra i latinos. Cubani, venezuelani, , argentini, boliviani, colombiani. “Qui sono tutti pro Trump” ha affermato Eduardo Gamarra, professore di scienze politiche alla Florida International University. (FIU)Le proteste contro il razzismo che hanno travolto l’America dopo l’uccisione da parte della polizia di George Floyd a maggio non hanno convinto i latini della Florida a votare per Biden – che a differenza di Trump sostiene il movimento Black Lives Matter – poiché non si identificano con la popolazione di colore degli Stati Uniti. La maggior parte dei sudamericani provengono dalla classe media e alta nei loro paese di origine.  “I latini nel resto del paese hanno un’immagine diversa di se stessi a causa della loro origine  sociale e sono più impegnati nel dibattito sui diritti civili” precisa Gamarra.  Vedono un  complotto dietro BLM e  movimenti di protesta come Antifa. Un tentativo dei Dem  “per creare panico e terrore”.  La linea è chiara. Accuse che si sono tramutate in consenso.  In più occasioni – come riporta l’Agi – il presidente Usa ha minacciato di abolire la Sezione 230, una norma che consente ai social di non essere ritenuti responsabili dei contenuti pubblicati da terzi.  Twitter e Facebook il mese scorso hanno adottato misure specifiche per evitare la diffusione di post che annunciano prematuramente la vittoria di uno dei due candidati alla Casa Bianca. Dura la replica dello staff presidenziale. “Dal 17 settembre, le misure anti-disinformazione di Twitter segnalano direttamente gli annunci prematuri di vittoria alle elezioni, consentendone addirittura la rimozione ai moderatori. Il social di Mark Zuckerberg ha deciso  etichettare i post sulle elezioni indirizzando gli utenti a pagine curate da un pool di fact checker, responsabili di contenuti ritenuti autorevoli e terzi. Facebook inoltre ha bloccato le pubblicità sui post elettorali. Lo staff elettorale del presidente ha accusato i democratici di voler “rubare” le elezioni.  Il direttore comunicazioni Tim Murtaugh, ha detto che “Silicon Valley continua nella sua missione di censurare e silenziare al presidente Usa”.  Per concludere,  Joe Biden ha battuto Obama, divenendo il candidato più votato di sempre. L’ex presidente nel 2008 ha conquistato 69.498.516 voti, affermandosi come il candidato che ne ha raccolti di più nella storia delle presidenziali americane.