La lezione di Rodari: di imparare non si finisce mai. Studiare significa anche reinventarsi

di Maria Cristina Saullo

“C’è una scuola grande come il mondo.  Ci insegnano maestri e professori, avvocati, muratori, televisori, giornali, cartelli stradali, il sole, i temporali, le stelle. Ci sono lezioni facili e lezioni difficili, brutte, belle, così così…

Si impara a parlare, a giocare, a dormire, a svegliarsi,a voler bene e perfino ad arrabbiarsi. Ci sono esami tutti i momenti, ma non ci sono ripetenti: nessuno può fermarsi a dieci anni, a quindici, a venti e riposare un pochino. Di imparare non si finisce mai, e quel che non si sa è sempre più importante di quel che si sa già. Questa scuola è il mondo intero quanto è grosso: apri gli occhi e anche tu sarai promosso”. (Gianni Rodari “Una scuola grande come il mondo”)

E’ bello partire da questa splendida poesia di Rodari per ribadire con forza quanto sia importante studiare e continuare a farlo in ogni luogo: a casa, per strada, in giardino, sulle scale, camminando e via dicendo. Non possiamo permettere a nessuno di fermare la voglia di sapere. Di imparare non si finisce mai. Bisogna continuare a reinventarsi per far si che la pochezza mentale non sovrasti l’io dei giovani. Già nelle settimane scorse, abbiamo tutti ammirato il giovane maestro di Napoli, Tonino Stornaiuolo, che nonostante le scuole chiuse non si è perso d’animo. Ha fatto didattica a distanza dai balconi con tutte le precauzioni del caso. Tutti, infatti, indossavano la mascherina ed erano distanziati come da protocollo. Non potendo fare lezione in presenza, l’insegnante non ha abbandonato i suoi alunni ed è andato sotto casa loro, ai Quartieri Spagnoli, a piedi, e ha letto e spiegato Gianni Rodari. In particolare ‘’Telegramma” e ‘’La fuga di Pulcinella”.

Due letture che parlano di libertà. Quella libertà che ognuno di noi deve custodire sempre. Si è parlato di un miracolo. Un avvenimento che ha rigenerato l’animo di coloro i quali stanno vivendo giorni difficili. Genitori e figli, hanno ascoltato in silenzio la lezione che, in un attimo, si è trasformata in un’ora di gioia e svago culturale. La stessa cosa è accaduta su una splendida scalinata, situata sempre nel centro storico del capoluogo partenopeo. Una foto, diventata virale, ha immortalato alcuni bambini seduti sulle scale con i libri in mano, assorti nell’ascoltare le maestre. Questa è e deve continuare ad essere la cultura per i ragazzi. In ogni luogo deve essere permesso loro di continuare a studiare perché senza cultura il cervello si impoverisce. La situazione che stiamo vivendo è seria, ma bisogna far capire ai bambini che, tutti insieme, possiamo farcela a superare le difficoltà.