Bagni a mare, giri in centro e proteste. Nelle zone rosse assembramenti e scarsi controlli

di Astolfo Perrongelli

Italiana bella gente, soprattutto incoerente, capace di cambiare idea e opinione da un minuto all’altro. E’ accaduto con le mascherine, sta accadendo con le chiusure (per chi non lo avesse capito si parla di covid).

Chi voleva che le mascherine fossero indossate in ogni circostanza e chi invece le riteneva dannose. Ora sta capitando con le disposizioni sulle regioni. Guardando una cartina dell’Italia divisa in zone gialle, arancioni e rosse, ti capita di immaginare quella usata dai media americani durante la recente campagna elettorale. Solo che in quel caso i colori erano il blu dei democrat di Obama che con Bidem

riconquista la Casa Bianca e rosso dello sconfitto Trump. In Italia ci sta anche la rabbia degli imprenditori, scesi in piazza contro queste ennesime chiusure a protestare. Manifestazioni sorte spontaneamente, la maggior parte con i partecipanti che indossavano le mascherine. Ma rimane l’assembramento che è severamente vietato. Così, a guardare le immagini trasmesse dai tg, delle varie scese in campo di ristoratori e rappresentati di categoria (le loro richieste sono sacrosante ma non è giustificato il modus) arriva un po’ di rabbia nel vedere che in diverse occasioni le forze dell’ordine stanno a guardare. Senza chiedere documenti o altri procedimenti. Accade in Lombardia, in Calabria, giusto per citare alcune di situazioni. Se alle manifestazioni aggiungiamo pure le passeggiate in gruppo nei principali corsi delle città oppure i bagni a mare come è accaduto domenica scorsa a Napoli. Dove il lungomare è stato preso di mira da bagnanti e ragazzi mentre, il sindaco De Magistris si giustificava da Giletti, durante la sconcertante puntata di “Non è l’arena”, affermando che “se avesse chiuso il lungomare i napoletani avrebbero trovato un altro posto”. Davvero ridicolo Gigino ‘e manette, il quale, dato che nella prossima primavera dovrà lasciare la poltrona di sindaco poichè si vota a Napoli, appunto per dare al capoluogo campano un nuovo cittadino. E non una prima donna in cerca di visibilità per una nuova poltrona, dopo due mandati disastrosi. Ma De Magistris a parte, c’è da chiedersi: ma come mai le forze dell’ordine lasciano che tutto ciò avvenga? Ossia, come è possibile far svolgere manifestazioni di protesta nelle zone rosse e i bagni a mare, se tutto ciò è vietato? La gente ha paura e per tale motivo sui social in tanti chiedono chiusure totali. Ma in tutta Italia. Nel frattempo interviene il ministro dell’Interno che con una circolare invita i prefetti a evitare quanto descritto sopra. “Occorre intervenire in modo efficace e tempestivo sulla prevenzione degli assembramenti, a seguito dell’elevato numero registrato sul territorio nazionale nell’ultimo fine settimana e nei giorni successivi, delle preoccupanti percentuali di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine”. Insomma, ai cittadini si chiede il buonsenso, alle forze dell’ordine di non stare troppo troppo a cazzeggiare sui social ma di intervenire in caso di assembramenti. Non è retorica, ma l’Italia è in guerra. Purtroppo….