Arriva il business del “grande freddo”. Come prepararsi a gestire il vaccino contro il covid

di Paolo Pagliaro

L’arrivo del vaccino cambia l’andamento delle grandi partite finanziarie, perlomeno di quelle che si giocano in Borsa. Ritroveranno slancio   

i grandi marchi dei trasporti, a partire dalle compagnie aeree, o quelli legati al turismo. Perderanno appeal i giganti della tecnologia, come Facebook e Netflix, favoriti dalle quarantene domestiche. Tra i vincenti dei coronavirus ci sono state le piattaforme di videoconferenze come Zoom, che in pochi mesi è cresciuta del  500% e ora ha iniziato la discesa, o i produttori di videogiochi.

Un esempio per tutti è quello di Tencent: il suo gioco di punta, che si chiama Onore del Re, era arrivato a 100 milioni di utenti attivi ogni giorno e l’utile dell’azienda era  cresciuto in un trimestre dell’90%, a quasi 6 miliardi di dollari.
Adesso cambia tutto, perché le Borse scommettono sul futuro, e nel futuro è previsto che torneremo a uscire. Ovviamente verranno premiate le case produttrici  dei vaccini: alcune hanno annunciato che il loro sarà no profit, altre hanno già fissato il prezzo per le due dosi richieste dalla terapia, circa 20 dollari.  Per valutare il fatturato occorre moltiplicare per alcuni miliardi. Richiederà molto denaro, e altrettanto potrebbe fruttarne, l’organizzazione della logistica. I vaccini vanno trasportati a una temperatura di meno 80 gradi,  e nessuno è già attrezzato per garantire su scala planetaria un simile servizio.
I grandi spedizionieri stanno allestendo magazzini freezer, sono in produzione migliaia di camion e milioni di contenitori in grado di mantenere i meno 80 gradi per almeno 10 giorni. Un’impresa ciclopica , con enormi profitti per le aziende specializzate nel Grande Freddo, sulle quali adesso c’è la corsa ad investire.