Massoneria femminile. Le Stelle d’Oriente pronte a recitare un ruolo nell’Istituzione

di Maria Giovanna Bloise

Molte persone credono che la Massoneria sia riservata esclusivamente agli uomini, questo perché le Logge più note all’opinione pubblica non ammettono presenza femminile al loro interno.

Ma in realtà, anche se sono meno conosciute, da oltre un secolo esistono Logge al femminile, che prevedono riti di iniziazione, cerimonie e altri rituali non diversi dai gruppi massonici riservati agli uomini. E’ quella che, secondo la simbologia, propria della Massoneria, viene definita “fase lunare”, in contrapposizione alla “fase solare”.Nel ‘700 la Massoneria prevedeva solo l’iniziazione per gli appartenenti al sesso maschile perché in quell’epoca le donne non erano libere, dovendo sottostare alla tutela prima del padre poi del marito. Infatti, la Massoneria femminile è andata di pari passo con l’emancipazione delle donne e oggi si può, ma non ancora del tutto, parlare di “par condicio”.

Le prime Logge femminili si crearono, in Italia, intorno all’Ottocento nel napoletano. In Italia, già dal 1904, le donne possono essere iniziate nel «Droit Humain», che ebbe la sua prima Loggia a Roma in quanto ordine internazionale.

Oggi il Grande Oriente d’Italia, la più numerosa famiglia massonica della penisola, vieta ancora  l’iscrizione delle donne, accettate invece nella Gran Loggia d’Italia, ma è altresì attiva dal 1990 una Grande Loggia  Massonica Femminile d’Italia, attualmente l’unica obbedienza di questo tipo riconosciuta all’estero.

Per quanto riguarda le tipologie delle affiliate, sono rappresentati – al pari di ciò che avviene per i fratelli –  tutti i ceti sociali, tutte le professioni e tutte le età. Le più giovani hanno intorno ai vent’anni, ma bussano alla porta del Tempio anche in età avanzata se hanno voglia di lavorare su se stesse.

La prima donna massone fu Elizabeth Aldworth, conosciuta come “the lady freemason” proprio perché è stata la prima donna ad essere iniziata alla massoneria irlandese. Elizabeth avrebbe assistito di nascosto ad una cerimonia della Loggia che, com’è noto è riservata (un tempo si diceva “segreta”) e quando i dignitari scoprirono che il loro segreto era stato violato, decisero  che sarebbe stato preferibile dare corso alla sua iniziazione.

Proprio le donne potrebbero essere le protagoniste di una rigenerazione su scala globale, in senso progressista, della Massoneria Universale. Molto interessante, a tal proposito, un testo di Guglielmo Adilardi dal titolo “Massoneria femminile – La nascita delle Stelle d’Oriente in Italia” pubblicato nel 2010. Il futuro della Massoneria femminile in Italia prevede un aumento di “stelle d’Oriente” (così sono definite le affiliate), più libertà, più incisività nella società e nelle attività filantropiche e un riavvicinamento con le obbedienze che ufficialmente non hanno rapporti con le donne.