Un destino crudele, cinico e baro. Una costante per la nostra terra: ciao Jole Santelli

di Bruno Gemelli

«Non ce la faremo mai», ha scritto con semplicità una persona saggia che riflette sul vissuto e sul presente. Si riferiva alla Calabria, terra amara, al suo destino cinico e baro, che ora è orfana del suo Presidente.

La morte di Jole Santelli appare come la metafora della Calabria. Troncata. Sempre in bilico sull’orlo del precipizio, sempre sofferente, sempre in ginocchio. Prendete l’undicesima legislatura che ora si chiuderà anticipatamente.

In otto mesi ha tenuto nove sedute. E come se non si fosse mai riunita, tra pandemia, soffitto crollato e, appunto, chiusura anticipata. Quest’ultima disgrazia rimanda a quella inziale, la prematura morte del primo Presidente della giunta regionale, Antonio Guarasci, avvenuta, a seguito di un incidente stradale, il 2 ottobre 1974. Identico destino crudele.

In una società maschilista, che ha sempre rigettato la parità di genere, la Santelli era apparsa una figura femminile capace di parlare un nuovo linguaggio, di ridurre al minimo la “politique politicienne”, di aprire nuovi orizzonti a costo di portarsi dietro qualche zavorra. D’altronde tutti i processi innovativi hanno un costo. Lasciano sempre dietro una coda giudicante.

Sono passati 46 anni, ma, dal nascente regionalismo a oggi, appare ancora tutto provvisorio. Persino il palazzo, l’unico traguardo conseguito, che è testimone degli eventi odierni, ha impiegato quasi mezzo secolo a concretizzarsi soprattutto sul piano immateriale. La governatrice, pur sapendo delle difficoltà personali, ce l’ha messa tutta per dare una sterzata, una svolta, un cambiamento alla sua terra.

L’ha fatto con gli strumenti in suo possesso e in un contesto possibile. L’ha fatto di slancio forse senza misurare le convenienze del momento, sicuramente credendoci e sognando di cogliere risultati misurabili. Ha chiamato come testimonial Gabriele Muccino e Giovanni Minoli, due firme riconosciute e riconoscibili. Speriamo che il loro lavoro le renda merito.