Mara Carfagna candida i medici e gli infermieri italiani per il Nobel per la Pace 2021

di Astolfo Perrongelli

Quella di Mara Carfagna, esponente ribelle di Forza Italia, è stata una involuzione positiva. Ossia, lasciare lo showbiz per dedicarsi anima e corpo alla politica. E, l’ex miss Italia, sta dimostrando capacità davvero inaspettate.

E in positivo. L’ultima proposta che ha avanzato riguarda la sanità italiana che tanto ha fatto e tanto sta facendo durante questo 2020 che sarà ricordato negli annali della storia sine die. Ma che ha fatto di tanto clamoroso la bella Mara? Ha avanzato la richiesta per i medici italiani impegnati nella lotta al covid al premio Nobel per la Pace 2021. Ad annunciarlo è lei stessa con un post pubblicato su Instagram. Scrive l’esponente azzurro: “Ho avviato oggi le procedure per candidare i medici e gli infermieri italiani al Premio

Nobel per la Pace 2021. Si sono comportati da eroi nei mesi più difficili dell’emergenza Covid-19, hanno lavorato in condizioni proibitive e messo a rischio la loro stessa salute. In molti hanno perso la vita per provare a salvare quella dei loro pazienti”. E aggiunge: “È soprattutto grazie a loro se l’Italia è considerata un modello da seguire in tutto il mondo nella lotta alla pandemia. Per questo, mentre ancora siamo costretti a lottare contro questo male, credo che i nostri medici e infermieri abbiano tutte le carte in regola per meritare questo importante riconoscimento.

E il nostro Paese, a maggior ragione, ha il dovere di sostenerli con azioni concrete: stipendi adeguati ai loro sacrifici, più borse di studio per i giovani specializzandi, strutture e attrezzature più moderne e diffuse”. Nulla da eccepire, anzi solo plauso anche dai social per una proposta lanciata da un politico che non ha mai manifestato attaccamenti alla poltrona e, soprattutto, sta cercando di traghettare FI lontano dai sovranisti targati Matteo Salvini. Su questo punto, la Carfagna è stata tirata in ballo da Giovanni Toti il quale ha dichiarato: “Le ipotesi per ridare un equilibrio al centrodestra sono due: o il partito più grande, cioè la Lega, si fa carico di un nuovo predellino come fece Berlusconi quando ebbe l’idea di costruire il Pdl, dove tante anime potevano stare dentro; oppure una costituente tra tutti quelli come me e Mara Carfagna che non siamo di struttura strettamente leghista e vogliamo ricostruire la gamba moderata del centrodestra”. Un ticket Carfagna-Toti per la ricostruzione di un centrodestra moderato, senza le sbavature e volgarità del cazzaro lumbard non sarebbe male.