Usa, hanno già votato 40 milioni di americani. Trump e il conto aperto nella “nemica” Cina

di Astolfo Perrongelli

Sono oltre 40 milioni gli americani che hanno già votato per le elezioni presidenziali e al Congresso del 3 novembre. E’ quanto emerge dalle stime dell’United States Elections Project, progetto del politologo dell’University of Florida Michael McDonald. 

Si tratta di numeri da record se si pensa che nel 2016 nello stesso periodo avevano già votato solo 5,6 milioni di persone. Il numero degli elettori che quest’anno hanno deciso di votare per posta o in anticipo, principalmente a causa delle preoccupazioni per il Covid, è destinato a salire ancora dal momento che il Project ha stimato che sono state richieste almeno 84 milioni di schede per il voto per posta. Secondo le stime sono con esattezza 41.524.072 gli americani che hanno già votato,

oltre 26 milioni per posta e quasi 12 milioni nei seggi negli stati dove viene permesso di votare in anticipo. Il numero delle schede elettorali che sono state già consegnate corrisponde al 30% di tutti i voti espressi nelle elezioni del 2016. La percentuale sale poi in alcuni stati, come il Texas dove oltre 5,3 milioni di schede già consegnate rappresentano quasi il 60% dell’affluenza totale registrata nello stato quattro anni fa. Intanto, il New York Times potrebbe avere inferto un colpo da ko al presidente americano Donald Trump, da sempre all’attacco della Cina, suo nemico giurato. Eppure, il Ny Times ha scoperto che proprio lui, uno dei tre uomini più bugiardi del mondo secondo un servizio della Bbc (gli fanno compagnia Bolsonaro e l’italico Salvini), , ha conti corrente in tre Paesi stranieri tra cui proprio  la Cina, oltre a Gran Bretagna e Irlanda.  Facendo riferimento a un’analisi della dichiarazione dei redditi del magnate è spuntato lo scoop. In particolare, il conto cinese è controllato dalla Trump International Hotels Management Llc, che ha pagato 188.561 dollari di in tasse in Cina tra il 2013 e il 2015. Il New York Times è venuto a conoscenza dell’esistenza del conto  bancario cinese dopo avere ottenuto le dichiarazioni dei redditi di  Trump, contenenti dettagli sia delle sue attività personali che di  quelle delle sue aziende. Nei precedenti articoli, il quotidiano aveva rivelato che Trump aveva pagato appena 750 dollari in tasse federali  tra il 2016 e il 2017. Attraverso il conto bancario cinese risulta, come già scritto, che siano stati pagati 188.561 dollari in tasse locali.  Alan Garten, uno degli avvocati della Trump Organization, ha spiegato  al  Nyt che la Trump International Hotels Management aveva “aperto  un conto con una banca cinese che ha uffici negli Stati Uniti per  poter pagare le tasse locali. Nessun affare, transazione o altre  attività si sono mai materializzate e, dal 2015, l’ufficio è rimasto  inattivo”. Garten ha inoltre insistito sul fatto che, “sebbene il  conto rimanga aperto, non è mai stato usato per altri scopi”.  Di certo, di questa notizia ne potrà approfittare Biden, evidenziando le contraddizioni di Trump nei confronti di Pechino. Biden che, tra l’altro, da questa settimana avrà al suo fianco il vero leader dei dem,  ossia Barack Obama.