Juve-Napoli, la faccia più brutta dello sport e del Paese. Non scontati i 3 punti ai bianconeri

di Invirg Alfano

Ventisette morti, duemilaottocentoquarantaquattro positivi, tra cui Elmas e Zielinski, ma a fare danni al calcio e al Paese, più della recrudescenza del covid, è chi il covid lo tira per la giacchetta. Lo stop di Juve-Napoli deciso inutilmente

 dall’Asl partenopea con un colpo di teatro è lo specchio di un sistema che, di fronte alla pandemia, si mostra ancora impreparato e diviso. I club tornano a piegare l’emergenza ai propri interessi sportivi ed economici, archiviando protocolli e responsabilità faticosamente raggiunte. E la burocrazia sanitaria si muove come un elefante in una cristalleria. Prescrivendo la quarantena di 14 giorni per tutti gli azzurri, un medico ferma da solo il campionato e compromette seriamente la possibilità di portarlo a conclusione. De Laurentiis ottiene il risultato

di non giocare a Torino con due uomini in meno, ma adesso la stagione è a rischio. La partita ieri sera si è disputata. La Juve ha battuto 3-0 se stessa. Il Napoli non c’era allo Stadium. E ha fatto bene, giusto per evitare possibili contagi come è accaduto giorni fa contro il Genoa. Una domanda sorge spontanea. Se la squadra di Gattuso, potenzialmente portatrice di contagio, fosse scesa in campo, siamo certi che il burattino Pirlo avrebbe schierato la formazione annunciata? Ovvero, Ronaldo e Dybala avrebbero rischiato di giocare per beccarsi il covid? Sarà: al momento la Juve nel frattempo ha incassato tre punti e il Napoli ne ha perso quattro: tre per la sconfitta a tavolino e un punto di penalizzazione. Eppure il ministro alla Salute Speranza aveva dichiarato che la partita non si sarebbe giocata. Ma la Lega tosta non ha mollato e la partita si è disputata. Surreale la scena allo Stadium con l’arbitro e la Juve in mezzo al campo per 45 minuti. Poi il fischio finale e la vittoria a tavolino alla Juventus. Nel frattempo ha rilasciato alcune dichiarazioni Agnelli. “Non è che mi debba fare un’idea, sono qui perché credo che sia giusto dare la nostra opinione. Credo che ciò che sia indispensabile è fare chiarezza, abbiamo dei protocolli che sono molti chiari. Era prevedibile che ci saremmo trovati in questa situazione e in questi casi si applica il protocollo della Figc che rimanda a una circolare del Ministero della Sanità che è stata approvata dal Cts. Bisogna andare in isolamento fiduciario, nel nostro caso in una struttura concordata con l’Asl e così possiamo continuare ad allenarci e disputare le partite. C’è stato un grande lavoro e c’è molta chiarezza in questo caso. È esattamente quello che abbiamo fatto noi quando siamo venuti a conoscenza della positività di un elemento”. Ancora: “Ci siamo mandati un messaggio con De Laurentis chiedendo di rimandare la partita e io ho risposto che la Juventus come sempre si attiene ai regolamenti”. Infine: Quanto accaduto “dal mio punto di vista non è una questione del Governo e del sistema calcio, è un protocollo che è stato studiato da loro insieme. È ovvio che andando avanti si scoprono situazioni nuove, ma è importante avere l’onestà e la volontà di voler giocare. È ovvio che la tutela della salute pubblica viene prima”. Insomma, la pecora nera della famiglia Agnelli anche stavolta ha dimostrato incapacità nello spiegare e comprendere che i campionati non si vincono con le vittorie a tavolino. Comunque sia, dopo l’intervento del sottosegretario Sileri e del Cts, entrambi hanno detto che la decisione in materia di contagi spetta alle Asl, Vale a dire:non è più certo che il giudice sportivo darà il 3-0 alla Juventus. Sia il Cts sia il viceministro Sileri hanno spiegato che la competenza in materia di contagiati spetta alla Asl che ha impedito al Napoli di partire di per Torino. Quindi la decisione che sembrava certa, adesso sembra meno possibile. Il giudice sportivo potrebbe chiedere un supplemento di informazione. o rinviare la partita». Staremo a vedere. Infine, ha fatto sentire la sua voce anche il leghista Matteo Salvini, il quale naturalmente si è schierato a fianco degli Agnelli. “Il ministro della Salute, litigando col ministro dello Sport, dice che Juve-Napoli non si gioca e che la scuola è più importante del calcio. Giusto. A questi signori qualcuno può ricordare che stanno governando insieme al fantasma Azzolina, grazie a cui migliaia di studenti non vanno ancora a scuola perché mancano insegnanti, collaboratori scolastici, aule e banchi? P.s. Se anche nel calcio esistono delle regole che prevedono che si giochi, tutti le devono rispettare”. Salvini ancora una volta ha dimenticato di collegare la bocca al cervello. Ed è polemica dura sui social.