Chiusure mirate, mini lockdown. L’Italia ripiomba nell’incubo Covid–19

di Maria Cristina Saullo

“Dobbiamo stare molto attenti, il virus sta crescendo in tutta Europa, dove va peggio che da noi. Constateremo, tra qualche giorno, se la mascherina all’aperto e l’ultimo Dpcm porteranno risultati. In caso contrario,  

bisogna essere assolutamente pronti a prendere misure restrittive mirate, perché un nuovo lockdown generalizzato non se lo può permettere nessuno”. E’ lapidario il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.  Nelle ultime ore, la situazione sta peggiorando. Da alcuni giorni, i presidenti di regione, in ordine sparso, stanno assumendo decisioni autonome

per contenere e mitigare l’avanzata del covid – 19. Il penultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri ha permesso loro di intervenire con più rigore, rispetto alle misure restrittive già in vigore. Lombardia, Liguria, Campania, Piemonte, Lazio e Basilicata hanno già deciso di adottare ordinanze ad ok. Altri presidenti stanno valutando. La Sardegna, da quanto si è appreso, andrebbe verso un lockdown di 15 giorni. Nel Lazio, l’esecutivo regionale ha reso nota una circolare che prevede il blocco della circolazione dalle 24 alle 5 da oggi per 30 giorni. Gli spostamenti di notte saranno consentiti solo per motivi urgenti o di lavoro e dovranno essere comprovati da un’autocertificazione. Nell’ordinanza, emanata da Zingaretti, sono previste, anche disposizioni sulla didattica a distanza per le scuole superiori e l’Università. Idem per la Lombardia, dove il governatore Fontana ha previsto la Dad nelle scuole secondarie. Inoltre, da ieri,  sono in vigore limitazioni alle “aperture delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali nei fine settimana e misure per prevenire l’affollamento all’interno degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e degli esercizi commerciali al dettaglio. In più,  il divieto di svolgimento delle fiere di comunità e sagre”. In Lombardia, poi, sarà vietato spostarsi dalle 23 alle 5. “Sono consentiti solo gli spostamenti, motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza o per motivi di salute. In ogni caso – si legge nell’ordinanza – è consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza e ci sarà bisogno di un’autodichiarazione per certificare gli spostamenti.

Il presidente, Attilio Fontana, in un post su Facebook, ha evidenziato come la Lombardia abbia “adottato pesanti, ma necessarie misure che resteranno in vigore per tre settimane e saranno sospese o prolungate in relazione alla diffusione del virus. In questo momento – ha affermato Fontana – agisco con la pesante responsabilità di chi è chiamato a tutelare esclusivamente la salute dei cittadini sapendo che attraverso di essa si potranno anche risolvere i problemi economici collaterali scaturiti da questo momento storico”. Blocchi sono previsti anche in Campania. Il presidente, Vincenzo De Luca, ha emanato un’ordinanza che durerà fino al 13 novembre, dove “è fatto obbligo di chiusura di tutte le attività commerciali, sociali e ricreative dalle 23 alle 5 del giorno successivo. Gli avventori degli esercizi di svolgimento delle attività indicate al primo periodo sono tenuti a rientrare al proprio domicilio, dimora o residenza entro le 23:30. Dalle 23 alle 5 – si legge nell’ordinanza – sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o di salute. E’ sempre consentito il rientro al proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro. Per l’intero arco della giornata è fatto divieto di spostamenti dalla provincia di domicilio, dimora o residenza sul territorio regionale verso altre province della Campania”. Ritorna l’autocertificazione. Nuove e più stringenti,  le misure in Liguria. Da lunedì, nelle scuole superiori, tranne per le prime classi, si passerà alla didattica a distanza a rotazione per il 50% degli studenti. In tutta la regione, sono vietati gli assembramenti. A Genova, dalle 21 alle 6, il sindaco ha permesso la circolazione “solo se si va in uno specifico esercizio commerciale, in un ristorante o in un bar”. In Piemonte, vige l’obbligo, per le classi dalla seconda alla quinta della scuola secondaria di secondo grado, di seguire per almeno il 50% dei giorni la didattica digitale a distanza, in alternanza con la presenza in aula. I Centri commerciali, rimarranno chiusi nel week end. “Tutte le attività – secondo quanto si legge nell’ordinanza regionale – dovranno chiudere entro mezzanotte, a parte bar e ristoranti che non hanno consumo ai tavoli, che chiudono alle 18”. Nel mezzogiorno, presa di posizione della regione Basilicata. Fino al 13 novembre nelle scuole superiori almeno il 50%  degli studenti sarà sottoposto alla Dad. Nell’ordinanza, il presidente della Regione, Bardi, ha stabilito anche la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, ad esclusione di generi alimentari, edicole, tabacchi, farmacie e parafarmacie. La Sardegna, sta per attuare le misure più restrittive. Dalla riunione dei capigruppo, aperta all’opposizione, che si è tenuta nelle scorse ore, alla presenza del governatore Christian Solinas, è emersa la necessità dello stop per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti. Si va verso una chiusura di almeno 15 giorni. Coprifuoco, lockdown, zone rosse, chiusure generalizzate….. Parole che non avremmo più voluto sentire e leggere. Ripiombiamo nel tunnel che avevamo attraversato, nei mesi scorsi, con fatica, ma spinti da quell’istinto di sopravvivenza che deve riappropriarsi della nostra mente per non mollare.