La triste e dura faccia del lockdown: coppie che scoppiano e rapporti esasperati

di Sara Coppola

Il lockdown ha messo a dura prova molti di noi e in modo particolare le coppie. Da una parte l’isolamento e la separazione dai nostri affetti ci hanno fatto sentire soli, dall’altra la convivenza in spazi ristretti ha incrinato,

in alcuni casi, i rapporti e l’equilibrio di coppia. Convivenza e lontananza sono stati i fattori principali che hanno mandato in crisi numerose coppie di italiani, esacerbando conflitti preesistenti o rendendo fragile l’inizio di un rapporto. Parlare di coppie significa considerare diverse situazioni, tra loro eterogenee: coppie con relazioni appena iniziate,

coppie di lunga data, famiglie con e senza figli. Per ognuna di loro il lockdown ha fatto sentire la sua influenza. La separazione e la lontananza, per esempio, hanno coinvolto maggiormente quelle coppie la cui relazione era solo agli inizi e dove la fiducia nell’altro non era ancora consolidata. Il divieto di vedersi ha momentaneamente bloccato la possibilità di conoscersi, creando tensioni reciproche. È così probabile che durante il lockdown l’ansia da separazione e le tensioni presenti abbiano incrinato l’inizio di un rapporto.

Se da un lato la lontananza ha creato problemi dall’altra il poco spazio e la privacy hanno determinato grossi problemi in coppie più stabili o conviventi. L’obbligo di condividere uno spazio ha richiesto la capacità di adattamento e, in parte, rinuncia. In una famiglia qualsiasi il lockdown ha richiesto organizzazione e cooperazione tra i suoi componenti: dallo smart working alla didattica on-line, la gestione dei bambini più piccoli e l’organizzazione quotidiana familiare.

I problemi non sono iniziati subito. Infatti, dopo una prima fase di “ritrovo idilliaco” dove si è riscoperto un tempo per stare insieme sono cominciate ad emergere le prime difficoltà. In che modo, quindi, la convivenza ha cambiato le dinamiche familiari e di coppia? Avere del tempo da passare insieme ha scoperto emotivamente la coppia. Trascorsi i primi giorni in cui ci si è potuti ritrovare si è sentita l’esigenza di riempire il tempo con le serie TV, le pulizie di casa e altre attività nate dalla maggiore disponibilità di tempo libero. Ma 100 giorni di quarantena sono lunghi e con il passare del tempo tutto questo “fare” è diminuito lasciando spazio alla noia e ad uno spazio per la coppia che si è ritrovata “sola con sé stessa”. Questo ha dato lo spazio e l’opportunità per conoscersi meglio, per condividere pensieri ed emozioni e, contemporaneamente, ha creato anche un grande impaccio. Laddove la comunicazione è mancata sono emerse incomprensioni, tensioni e frustrazioni che hanno reso la quarantena un vero inferno. Il lockdown, infine, ha intensificato liti e insofferenza che, in alcune situazioni, sono sfociati anche in episodi di violenza in quelle coppie che mostravano un equilibrio precario già prima della pandemia. Cosa ha fatto, infondo, il lockdown se non mettere allo scoperto dinamiche già di per sé sofferenti?