Influencer pure il cane, da Chiara Ferragni alle bookgrammer. Obiettivo: vendere i like

di Isabella Marchiolo

La definizione esatta, che figura già nella Treccani, è “personaggio popolare in Rete, che ha la capacità di influenzare i comportamenti e le scelte di potenziali consumatori”. A beneficio di quelli che ancora non riescono a capire

chi diavolo siano gli (e soprattutto le) influencer, dobbiamo arrenderci all’evidenza: ormai si tratta di un vero e proprio lavoro. Elevare quest’attività a professione è forse troppo, di certo l’inafferrabile categoria cresce e moltiplica i suoi elementi alla stessa velocità della Rete, mai fiaccata nemmeno dalla pandemia.

Sui social ormai quasi tutti s’inventano occupazioni da influencer, e se chiude il paese o persino si avesse il Covid, pure la quarantena è occasione

per pubblicizzare l’oufit più adatto ad una confortevole quarantena. E’ successo davvero quest’estate tra le tante fanciulle contagiate nella movida sarda. Ragazze tutte uguali secondo i canoni di bellezza imperanti. E tutte ugualmente sconosciute… sebbene una magra, carina e che fa i selfie giusti un’azienda local da rappresentare alla fine la trova.

In principio furono le Kardashian, vere pioniere dell’influencing eppure troppo tamarre perché il loro successo uscisse dal recinto (comunque sempre frequentatissimo) del trash. Ricche, sexy e trasgressive, Kim, Kylie e le altre fanciulle della casata hanno pur sempre costruito una fortuna sull’immagine, compresa la filiazione di contratti televisivi e pubblicitari e firme di brand di moda.

Ma il fenomeno come lo conosciamo oggi arriva soltanto con l’italica Chiara Ferragni, la Blonde Salad che il mondo ci invidia, oggetto di studio ad Harvard, democraticamente musa di grandi griffe e prosaici shampoo da ipermercato. Capace di fare impresa vendendo acqua minerale a cifre stellari e anche la sua vita privata, con il figlioletto Leone (una mini webstar naturale) e il sodalizio Ferragnez, dove grazie a lei il marito Fedez è decisamente coperto da un eventuale fallimento della carriera di rapper: nella classifica dei top influencer italiani di agosto 2020 guidata dalla moglie, il cantante è terzo.

Lo scarto tra la bionda cremonese e gli altri è impressionante (Chiara in testa con 61,6 milioni di like, il trio goliardico degli Autogol secondo con 23 milioni; segue Fedez con 14 milioni e via a scendere, con Valentina Ferragni, sorella di Chiara, settima). La Ferragni si odia o si ama, ma non le si può negare, durante il picco del coronavirus, il merito di aver contribuito con la sua popolarità a raccogliere oltre due milioni di euro per l’ospedale San Raffaele di Milano. E tante sono state le campagne lanciate dalla nostra contro il bodyshaming (da manuale le fulminanti risposte agli hater che la offendono per lo scarno seno che non ha mai voluto siliconare), il sessismo, il razzismo. E’ una che assume giovani, fa vacanze responsabili nei luoghi vip della Costa Smeralda e non prende il Covid, dice al marito di stirarsi le camicie da solo.

Il suo primo motto su Instagram (poi sostituito da un breve compendio di titoli professionali) potrebbe essere il manifesto dell’influencer perfetta: ama, vivi e non dimenticare di fermarti per fare foto. In realtà nei post della Ferragni non ci sono soltanto scatti glamour, location da sogno e interni superlussuosi, ma anche videoclip di cazzeggi con il marito, le sorelle, gli amici. Proprio questa formula vincente di mischiare capra e cavoli, alternando tiktok scemi a messaggi impegnati, sta generando un altro trend, quello dei blogger-influencer.

Parliamo di intellettuali, scrittori o artisti, che scelgono formule di comunicazione modello Chiara Ferragni, ovviamente per acchiappare like. La più famosa è Selvaggia Lucarelli, che sulle sue pagine social non lesina dibattiti su argomenti da vuoto pneumatico, spesso legati al gossip. Ma è stata sempre lei, e sempre su Instagram, a denunciare a fine agosto gli untori del Billionaire, utilizzando l’efficace strumento delle stories montate come un’inchiesta.

Vanità da influencer anche per altri due noti giornalisti, da Andrea Scanzi a Nicola Porro con la sua Zuppa. Durante la campagna elettorale il primo è entrato nel mood giusto aprendo una polemica con Federico Palmaroli. Un nome che non dice nulla ma è l’identità anagrafica del webmaster di “Le più belle frasi di Osho”, pagina Facebook satirica di dichiarata impronta sinistrorsa. Palmaroli, avvistato a una cena in sostegno di una candidata toscana di Fratelli d’Italia, è stato accusato da Scanzi di fare propaganda neofascista, con tanto di caldi inviti al milione e passa follower dell’Osho romanesco a non seguirlo più.

Il confine tra blogger e influencer è labile, in continua mutazione. In questo generoso segmento di post-mercato c’è posto per il giornalista esperto quanto per il cretino. Scorrendo ancora la classifica di agosto 2020, troviamo Diletta Leotta, in un mese salita dal sesto al quinto posto per una foto in cui spegne le candeline della torta di compleanno mostrando uno dei soliti vertiginosi decollété; quarto Gianluca Vacchi, likato per il video in cui bacia il pancione della compagna, che lo sta aiutando ad aumentare i clic con il suo stato interessante esibito in tanti balletti di coppia.

Ma c’è anche Benedetta Rossi, influencer gastronomica il cui successo fa storcere il naso perché la signora non è una pin-up eppure sta rubando lo scettro all’altra Benedetta delle cucine mediatiche (Parodi, per i cui ammiratori ogni cuore sottratto alla loro icona è lesa maestà).

Quindicesima ma con ambiziosi di scalata Valentina Vignali, formosa pallavolista adesso al centro dell’interesse per le liti con la socialite Giorgia Crivello, per la quale è stata lasciata dal collega Stefano Laudoni. Come osserva un’altra influencer blasonata, Giulia De Lellis, le corna stanno bene su tutto.

Grande assente tra i top, ormai da anni, la it-girl veneta Alice Campello, sposa felice del bomber Alvaro Morata e madre dei loro tre figli. Ma dato il bilancio familiare della coppia, la flessuosa Alice (2,3 milioni di follower su Instagram) può tranquillamente sostenere la flessione di like…

Influencer non vuol dire però soltanto abiti, trucco e parrucco. Una nuovissima tendenza vede debuttare le bookgrammer, finora solo donne. Graziose ma stile acqua e sapone, le classiche ragazze della porta accanto. Per il caustico scrittore Massimiliano Parente non sono altro che “vetriniste”. Le pagine e le loro titolari hanno nomi civettuoli o evocativi (dalla numero uno del settore Petunia Ollister, pseudonimo di Stefania Soma, che avrebbe fatto impazzire Anna dai capelli rossi, all’autoriale “Con amore e squallore” in omaggio a Salinger, fino a “L’ha scritto una femmina” di Carolina Capria e “I calzini spaiati” di Veronica Giuffré). Nei post dove si vedono le copertine dei libri photoshoppate da filtri e colori accesi, nella scenografia di piccoli angoli di design: tavolini imbanditi per colazioni continentali, giardini, camere da letto disordinate ad arte. Le didascalie descrivono il libro presentato con una sintesi tale da far venire molti dubbi che sia mai stato veramente letto, ma se il fine è resuscitare la lettura ogni mezzo è lecito.

Anche perché, per chi ha fortuna sui social, il passo dalla Rete alla libreria arriva presto, quasi sempre con instant-book di prezzo medio alto, fondamentalmente fatti di foto e poche righe di pensierini a pagina. I ragazzi del gruppo Q4 (il più noto è Gianmarco Rattaro, fidanzato dell’influencer più amata dai preadolescenti, Marta Losito) per il loro libro “Fratelli per caso”, edito da Rizzoli, vantano nientemeno che Walter Siti come testimonial.

Di qualunque cosa si parli, obiettivo ultimo è prendere like e attirare così pubblicità. Ma per arricchirsi servono grandi numeri: dopo i 120.000 follower, un singolo post viene pagato 300 euro – concettualmente tanto, pochino per diventare milionari…

L’influencer, insomma, è uno che piace molto agli utenti della Rete. Per esempio Vincenzo Maisto, il seguitissimo Signor Distruggere che scova sul web le famiglie da Medioevo delle mamme “pancine”; e Lorenzo Farina, patron della pagina “Povery”, dedicata ai pazzi per la Royal Family. O Andrea Dipré, godereccio avvocato mediatico con il vizietto delle pornostar.

Una nota a parte la merita la bellissima Benedetta De Luca, bionda dal viso angelico che sfoggia curve procaci su Instagram. Per quasi tutta la durata dei video la vediamo guardarci in tralice, ripresa solo fino al busto e in posa tre quarti alla Lilli Gruber, fino a quando ci svela una carrozzina, che nulla toglie al suo fascino. Oro e piombo. New entry di questo mondo virtuale è Angela Chianello, la cafonissima signora palermitana del coviddi, che in pochi giorni di permanenza su Instagram è riuscita a farsi guardare (e insultare) da 188mila persone. Ai quali consigliamo, invece, di seguire, con maggior profitto per l’animo e la mente, il cagnolino Jiff, tenero cucciolo di Pomerania diventato una stella della Rete dopo essere apparso in un video di Katy Perry. Sembra un peluche, ma ha un fatturato di 45mila dollari a post…