Voto in Calabria. C’è pure Antonio Albanese tra vittorie al fotofinish e percentuali bulgare

di Letterio Licordari

Se le analisi politiche (ammesso che per le comunali si possano fare delle valutazioni di tale natura, considerata la massiccia presenza di liste civiche) portano a un diverso tenore interpretativo sul comportamento degli elettori,

tenuto conto che in Calabria si è votato solo per il referendum (impropriamente riferito al “taglio dei parlamentari”, come se si trattasse di selezionare filetti, controfiletti e girelli) e per le amministrative in ben 71 comuni (di cui 18 nella provincia di Cosenza, 5 nel crotonese, 16 in provincia di Catanzaro, 11 nel vibonese e 21 nella provincia di Reggio Calabria).

Qui ci soffermiamo ad una valutazione improntata all’impatto che alcuni candidati a sindaco vincenti possono avere o non aver avuto nei confronti del proprio elettorato, ovvero al comportamento di quest’ultimo riguardo alle offerte (il termine commerciale è improprio ma non distante dalla realtà) della politica locale, e vengono presi in considerazione risultati che passano da percentuali bulgare a vittorie sul filo di lana che sono oltremodo “pericolose” per l’esito già formalizzato con la proclamazione dei sindaci in quanto potrebbero essere rimesse in discussione a fronte di eventuali ricorsi con riconteggi e rivisitazione di schede bianche e/o nulle.

In questa curiosa valutazione antropologica del comportamento degli elettori vanno, per dovere di cronaca, posti in evidenza i risultati nei comuni di Melito Porto Salvo e di Santo Stefano in Aspromonte, entrambi nel reggino, dove sono stati eletti sindaci, rispettivamente, Viviana Barbara Antonella Demetrio e Francesco Malara con la percentuale del 100% dei voti, essendo presente una sola lista.

Percentuali bulgare o comunque balcaniche in molti comuni nei quali erano presenti due liste (il raffronto rispetto a un numero maggiore di liste non è proponibile). Nel dettaglio, eletti sindaci Pasqualino Ciccone a Scilla con il 97,84%, Luigi Ruggiero ad Amaroni con il 95,83%, Saverio Bellusci a Grisolia con il 95,47%, Antonino Micari a San Roberto (92,88%), Marco Giuseppe Caruso a Molochio (92,26%), Giuseppe Giovanni Barilaro ad Acquaro (92,01%) e Silvestro Garoffolo a Brancaleone (90,28%), ma non sono pochi i comuni nei quali chi ha vinto ha superato la soglia dell’80% (San Lorenzo del Vallo, Montepaone, Soverato, Samo e Pazzano). Candidati forti? Mancanza di alternative valide? L’esame dei numeri farebbe propendere per il si.

Di contro, vittorie risicatissime dopo testa a testa da infarto a Giffone, dove Antonio Albanese (che non è l’attore che interpreta Cetto Laqualunque…) ha vinto con il 50,09% (550 voti contro i 548 dell’avversario, Aristodemo Alvaro), a Ricadi (eletto sindaco Nicola Antonio Tripodi con il 50,12%, 1493 voti contro 1486), a Bianco (Aldo Canturi ha ottenuto il 50,18%, 1242 voti contro 1233), a San Pietro in Guarano (50,27% per Francesco Acri, 1226 voti, 13 in più dell’avversario) e a Sant’Agata d’Esaro (sindaco Mario Nocito con il 50,62%, solo 14 in più dell’altra lista). Rimonta finale e sorpasso a Scalea (sindaco eletto Giacomo Perrotta – nella foto – con il 45,53%) nell’ultima ora dello spoglio delle quasi seimila schede.

Tra le altre curiosità, ha vinto Gaetano Sorcale a Dipignano con appena il 26,75%, ma le liste scese in campo erano sei, mentre erano cinque a Papasidero (ha vinto Fiorenzo Conte con il 55,16%, ma tre liste costituite hanno raccolto lo 0,6%, lo 0,4% e lo 0,2% (in tutto 6 voti!). Quattro liste a Zaccanopoli (sindaco Maria Budriesi con il 36,08% dei voti), ma una lista (evidentemente costituita da più di una persona) ha raccolto un solo voto. Tre liste a Tortora, infine, con il candidato vincente (Antonio Iorio) che ha doppiato le altre due compagini, 57,06% contro il 26,22% e il 16,72%.

Solo numeri, che non sono altro che la fotografia del comportamento degli elettori: la valenza di un’amministrazione si vede al momento della fine del mandato, auspicabilmente (vista l’alta percentuale di scioglimenti in Calabria) entro il termine dei 5 anni.

Tutti al ballottaggio, infine, i comuni con più di 15/mila abitanti, Reggio Calabria, Crotone, Castrovillari, San Giovanni in Fiore, Cirò Marina e Taurianova: totalmente impensabile una vittoria con percentuali bulgare al primo turno, molto difficile superare senza ballottaggio il 50,01%. Gli elettori saranno richiamati a votare il 4 e il 5 ottobre, solo allora si potranno trarre conclusioni politiche (e anche antropologiche).