Surriscaldamento, fanno male le fake news. In piazza i “Boys Fridays for future”

di Paolo Pagliaro

Distanziati e con le mascherine, sono tornati anche nelle piazze italiane i ragazzi dei Fridays for Future, ed è la prima volta dopo il lungo black out da coronavirus. Hanno negli occhi le drammatiche immagini dei ghiacciai che si sciolgono,

dall’ Antartide alle Alpi, e cominciano a farsi un’idea del futuro desertificato che li aspetta. Hanno rivendicazioni inevitabilmente estremistiche, come l’abbandono della “didattica antropocentrica”, ma pongono anche questioni più terra terra, ad esempio sull’opportunità di affidare ad Eni, che normalmente estrae e vende petrolio, l’aggiornamento degli insegnanti sul cambiamento climatico. Per fortuna il tema non appassiona solo i ragazzi. Ad ambiente e crescita è dedicato il Festival

dell’Economia di Trento, che quest’anno si tiene on line.
L’allarme è stato lanciato da tre premi Nobel. Secondo l’economista franco-americana Ester Duflo è necessario che cambi l’atteggiamento dei cittadini, in particolare di quelli occidentali, perché le responsabilità non vanno date ai Paesi in cui fisicamente si produce Co2, ma ai Paesi per conto dei quali lo si produce. Per William Nordhaus, come per molti degli intervenuti, la soluzione è aumentare il prezzo delle emissioni di Co2, con una carbon tax universale. Robert Shiller ha spiegato infine che il problema può essere affrontato solo se viene raccontato, mentre se viene raccontato male o viene addirittura negato finirà per travolgerci.