Prof Gianluigi Scaffidi: Viaggi insicuri uguale più covid. Punire chi non rispetta le norme

di Astolfo Perrongelli

Il professore Gianluigi Scaffidi, manager in pensione è componente della Task force della Santelli, non è certo favorevole alle decisioni di totale apertura e alle vacanze spensierate nei paesi ad alto rischio di contagio.

E propone: “Decretare la restrizione per tutti gli imbecilli che si ostinano a non rispettare le norme”.

Visti i dati delle altre nazioni riguardanti l’aumento di contagi da covid-19, era prevedibile anche in Italia l’aumento dei casi? E a cosa è dovuto?

Con la mobilità e la facilità di ingressi anche da paesi che hanno posto in atto blandi lockdown era più che immaginabile. Non solo. Ma grazie alla sventatezza e superficialità di molti figli che non amano il prossimo (e questo ci sta in questa società individualista e strafottente) ma che dimostrano di non amare nemmeno i loro familiari (e questo dovrebbe starci un po’ meno) siamo anche andati a prendere il virus fuori confine per importarlo. Ancora e va ricordato bene: non è certo questa l’auspicata CONVIVENZA COL VIRUS fino al vaccino. Questa è totale irresponsabilità. Saltare una vacanza (in tutta una vita) per non mettere a rischio la vita dei propri genitori. È un concetto così difficile da capire?  Allora siamo messi veramente male. Naturalmente l’aumento dei contagi è dovuto in parte anche agli sbarchi dei migranti.

Se dovessero aumentare ancora i numeri di contagio quale sarebbe la sua “ricetta” per evitare una nuova pandemia? Riapertura ritardata della scuola e chiusura di viaggi tra Regioni, oppure?

L’esperienza l’abbiamo già vissuta: LOCKDOWN è la risposta adeguata.

Sembra che in Italia sia scoppiata una guerra tra virologi. Ognuno ha la sua tesi da esporre in TV. È d’accordo o meglio evitare il proscenio mediatico?

Meglio evitare perché molti, specie i giovani, amano sentire chi getta acqua sul fuoco o, peggio, chi si esprime in termini comunicazionali assolutamente sbagliati tipo Zangrillo.

Fino a quando si dovrà continuare a vivere nell’incertezza di un domani che non si sa cosa può portarci?

Bene fanno coloro che continuano a blindare gli ospedali. Fino al vaccino non ci sarà alcuna certezza. Meglio passare, fra qualche mese, per esagerati allarmisti laddove non vi sarà una seconda ondata che per sciocchi superficiali di fronte alla ripresa con le conseguenze del caso. O abbiamo già dimenticato i camion dell’esercito a Bergamo? Capisco l’esigenza della cosiddetta ripresa economica che consiste nella ripresa dei consumi, nel frequentare cinema, teatri, ristoranti, fare vacanze, fare acquisti, lavorare in fabbrica, etc. etc. Ma per fare tutte queste cose esiste una precondizione: ESSERE VIVI.