Covid-19. Dopo Sputnik V, pure l’Italia ha il suo vaccino. Assembramento per sperimentare

di Astolfo Perrongelli

Un’azienda biotech laziale sta per entrare nella fase “conclusiva” della produzione del primo vaccino anti-Covid italiano. Vaccino finanziato dalla stessa Regione Lazio,

inoltre, in questi giorni, l’Ente della Pisana è alla ricerca di volontari che si facciano inoculare le prime provette della medicina, così da poterne valutare gli effetti (ed eventuali effetti collaterali).

Quindi, dopo “Sputnik V” (il vaccino russo, annunciato da Putin sul quale però, regna tanto scetticismo) arriva l’antidoto tricolore.

In poco più di 24 ore sono arrivate oltre 4 mila candidature: un numero decisamente elevato, che consentirà di trovare facilmente i 90 volontari che dovranno sottoporsi alla cura sperimentale realizzata e sviluppata da ReiThera. L’azienda biotech con sede a Castel Romano, poco fuori dal Grande Raccordo Romano (e non troppo lontano da Pomezia, dove è stato sviluppato anche un altro vaccino anti-Covid), sta definendo gli ultimi dettagli operativi e strategici.

Nonostante sia attiva da oltre 20 anni nel settore delle biotecnologie, ReiThera ha investito con convinzione nello sviluppo del vaccino e si dice pronta a dare il suo contributo per contrastare il “ritorno di fiamma” del Covid 19 nel nostro Paese.

Nell’impianto alle porte di Roma sono in fase di ultimazione i lavori per l’ampliamento dell’impianto di produzione. Questo consentirà di incrementare notevolmente la capacità produttiva di ReiThera. L’obiettivo è quello di essere in grado di produrre milioni di dosi in un lasso di tempo ridotto, così da incontrare la domanda dei Paesi interessati alla medicina. La priorità, comunque, verrà data al nostro Paese: se il vaccino dovesse funzionare, le prime fiale saranno destinate ai pazienti italiani, hanno affermato i manager di ReiThera.