Eccellenze in rosa: tre donne coraggiose per la crescita e lo sviluppo della regione

di Margherita Corriere

La Calabria è una terra meravigliosa che ha dato i natali  a donne speciali, che sono state da esempio  per il sorgere di una nuova  migliore società, dove ci si è resi conto finalmente che quello che conta non è essere uomo o donna,

ma persona da rispettare e salvaguardare per le sue peculiarità e per  l’apporto che dà alla crescita socio-culturale e scientifica  di una collettività.

Tra queste non possiamo  non citare  Concetta Pontorieri, che è stata  la prima donna calabrese laureata . Penultima di dieci figli, era nata in provincia di Vibo Valentia nel lontano 1897 e dovette lottare moltissimo – riuscendoci –  contro  tutta la sua famiglia per poter iscriversi all’università. La spuntò per la sua irremovibile  determinazione e forza di animo e si racconta in un aneddoto che il fratello , quando l’accompagnò per la prima volta a Roma per iscriversi all’università avrebbe affermato ”avrei preferito accompagnarti al tuo funerale”.  Erano ancora tempi molto bui per l’affermazione dell’uguaglianza dei diritti tra uomo e donna e ancora dovevano trascorrere  molti  anni prima che  la donna raggiungesse il sacrosanto  diritto di voto.

Concetta si iscrisse  alla facoltà di scienze naturali alla Sapienza di Roma; successivamente si trasferì a Torino, dove si laureò nel 1921  con il massimo   dei voti; successivamente si dedico con passione all’insegnamento nelle scuole superiori  e , altresì collaborò con il prof. Vaccari per la  fondazione dell’Orto Botanico del Piccolo San Bernardo. Spinta da un grande interesse per le scienze e la cultura viaggiò molto e conobbe personalmente la regina bulgara Sofia, alla quale fu legata da un rapporto di stima e amicizia. Giunta al pensionamento, ricevette la medaglia d’oro dal Ministro della Pubblica Istruzione.

Altra  famosa figlia di Calabria è stata Rita Pisano, nata a Pedace nel 1926 ,  donna esemplare per forza di animo e sensibilità che la condussero a combattere le ingiustizie  sociali e le diseguaglianze di ogni sorta che affliggevano la sua Calabria.   È stata sindaco del suo paese natio dal 1964 al 1984, quando purtroppo prematuramente morì , lasciando un dolore e un vuoto incolmabile  tra i suoi concittadini . È stata una delle donne calabresi più attive politicamente nel partito comunista , dove militò con passione e spirito di servizio. Citando questa straordinaria  donna  che si dedicò anima e corpo alla sua martoriata Calabria, non si può non ricordare l’episodio del suo incontro a Roma  con Pablo Picasso: era il 1923 ed allora la giovane Rita aveva solo 23 anni. In quell’occasione Pablo Picasso rimase così affascinato e colpito  dalla sua bellezza esteriore , che rispecchiava anche la sua grande forza interiore, che la immortalò in un ritratto   dal titolo “ Jeune fille de Calabre”.

Da ricordare anche la calabrese Caterina Tufarelli Palumbo, che è passata alla storia come  la prima donna sindaco in Italia.
Caterina  si era laureata in giurisprudenza e  il 24 marzo 1946 , all’età di 24 anni,  fu eletta, all’unanimità, sindaco del comune di San Sosti in provincia di Cosenza . Si prodigò , con grande sensibilità e determinatezza, nel migliorare le condizioni del suo paese e dei suoi cittadini ; si impegnò nella costruzione di opere pubbliche molto importanti ,  quali  scuole, strade, acquedotto e  case per famiglie meno abbienti .  A fine mandato, nel 1952, aveva realizzato numerose opere pubbliche con un bilancio molto  positivo, ma, nonostante tutto, piuttosto che tessersi le lodi per quello che aveva fatto, si scusò con i suoi concittadini per quello che ancora c’era da fare e non era riuscita a realizzare.  Morì a soli 57 anni  il 7 dicembre del 1979.

Quanto avrebbero da imparare da queste grandi donne di Calabria tanti politici attuali !!!

 E , dulcis in fundo, parliamo di una eccellenza di Calabria dei nostri giorni, Amalia Bruni,  scienziata  e famosissima per le ricerche   sulla  cura dell’Alzheimer. È nata a Girifalco nel 1955 e dopo una laurea in medicina e la specializzazione, sceglieva la via della ricerca che da sempre l’appassionava. Le sue ricerche in neurologia l’hanno condotta alla scoperta del gene che causa la trasmissione dell’Alzheimer.

Nel 1996 veniva istituito a Lamezia Terme  il Centro Regionale di Neurogenetica, di cui è la professoressa Amalia Bruni è direttrice.

Ha coordinato numerosi  progetti di ricerca  sia pubblici che  privati e  moltissime sono le sue pubblicazioni scientifiche. Non possiamo scordarci di segnalare che  durante la sua brillante attività ha collaborato con  famosi scienziati , tra cui  Rita Levi di Montalcini. Tutte queste donne devono essere di esempio  a tutti noi e insegnarci che  nella vita,  per superare gli ostacoli e perseguire quel fine , quella meta che abbiamo nel cuore,  dobbiamo crederci e andare avanti  instancabilmente . E concludo con una frase di Eraclito :”Bisogna volere l’impossibile, perché l’impossibile accada”.