Comunicazione e turismo in Calabria, ovvero non vendere la pelle dell’orso se…

di Elena Scrivano

Un milione e 700 mila euro il compenso della Regione a Gabriele Muccino per una serie di spot che attraggano turisti in Calabria: è davvero troppo? Beh, senza dubbio è una bella cifra.

Ma, francamente, varrebbe la pena di spendere anche il doppio, se solo lo sforzo finanziario fosse supportato da una ragionevole aspettativa di raggiungere il risultato. Purtroppo, in tanti temiamo che non sia proprio così…

Per carità, nessun dubbio sulla maestrìa del regista dei sentimenti. Saprà certamente emozionare lo spettatore anche dedicandosi ai prodotti calabri, che si tratti di paesaggi, cultura, gastronomia, flora e fauna oppure gente del posto. Di bellezza e di calore umano la nostra regione non è certamente avara, lo sappiamo bene. Ma Muccino potrà compensare le tante disfunzioni che accolgono il turista insieme alle indubbie attrattive?Potrà far dimenticare, per esempio, che chi si avventura a visitare i luoghi d’arte sparsi per città e paesini li trova spesso chiusi?Che il mare è bello sempre, ma pulito solo a fasce orarie e neanche dappertutto?Che molti esercizi pubblici non hanno la minima idea di cosa significhi accoglienza?Che ci sono alberghi blasonati in riva al mare che, quest’anno, dopo il lockdown, si sono organizzati proponendo perentoriamente ai potenziali clienti di fare pensione completa -peraltro a prezzi da Harry’s bar- pranzando alle 11,30 e cenando alle 18,30?Che se ti rivolgi ad un vigile urbano per chiedere un’informazione, quello si stacca a fatica dal cellulare e ti chiede seccato “Che c’è?” invece del più consono “Buongiorno signora, come posso esserle utile?”.Uhm, qualche dubbio è più che lecito.Guarderemo con interesse lo spot. E saremo compiaciuti, certamente, di vedere sapientemente valorizzate le nostre ricchezze. Ma chi conosce anche le nostre carenze potrebbe sentirsi autorizzato a una sonora risata. Chi invece, non sapendo nulla della Calabria, dovesse fidarsi di Muccino per ritrovarsi poi a combattere con servizi pessimi, prezzi assurdi, pulizia risibile e tutto il resto del noto, triste repertorio, siamo sicuri che ripeterà l’esperienza? O non racconterà a parenti ed amici, al suo ritorno a casa, di come ancora una volta la “propaganda” si sia rivelata ingannevole, consigliandoli vivamente di non cascarci?Gli effetti dell’arretratezza ad ogni livello -con responsabilità pubbliche e private- già da tempo li stiamo verificando: sempre meno gente viene qui a trascorrere le vacanze.

Lo vediamo sulle spiagge, lo vediamo sulle nostre belle montagne.Eppure basterebbe anche poco…Ho letto con vera letizia in questi giorni che il Parco nazionale della Sila si è dotato di un Ufficio Informazioni a Camigliatello, dopo Lorica (quest’ultimo, peraltro, aperto solo l’anno scorso). Benissimo! Anche perché le Guide turistiche abilitate stanno facendo sull’altopiano – e non solo- un lavoro veramente eccellente. Ma, allo stesso tempo, c’è da chiedersi cosa abbia impedito finora di procedere ad un passo così essenziale, ovvio direi, visto che Camigliatello è uno dei fulcri sui quali poggia -o vorremmo che poggiasse- la leva dell’attrazione turistica.E dunque: vogliamo prima o poi porcelo il problema della qualità? Ma attenzione! Non solo dell’offerta, anche della domanda! Chiediamoci perché in Calabria circola solo il turismo meno ricco, spesso mordi e fuggi. E’ questo che vogliamo? E’ questo che ci farà crescere?A tutto ciò e a molto altro bisognerebbe rispondere prima di dar mano alla comunicazione. Che è importantissima -non sarò certo io a negarlo- ma se fatta con rispetto per l’utente cui è rivolta oltre che per il committente. Segnalo in particolare una regoletta d’oro, semplice semplice ma che spesso viene dimenticata: la pubblicità funziona solo se il prodotto da far conoscere è realmente buono.In altre parole, non decantare come bevanda finissima una ciofeca, perché dopo averla assaggiata chiunque sarà in grado di dire che non è caffè. E al tuo bar non ci tornerà mai più. Quanto meno, se proprio vuoi sbandierare le tue presunte qualità (pagando anche belle sommette), attrezzati (e investi) per trasformare la ciofeca in caffè!Buona estate a tutti!