“Belvedere dei sensi”: una serata d’eccellenze per legare arte, bellezza e bisogni sociali

di Nicoletta Toselli

 “Belvedere dei sensi “, questo il titolo dello spettacolo che si è svolto nei giorni scorsi a San Nicola Arcella in una location mozzafiato.

Tutto nasce da un’idea di Paolo Tommasini, artista scultore che non ha mai considerato l’arte come fine a se stessa e ha sempre ispirato con le sue opere ad allargare i propri orizzonti verso un superamento del confine fra pensiero e infinito, legare il ruolo dell’arte anche ai bisogni sociali.

L’ artista coinvolge l’associazione di cui fa parte, la  “DNA Maratea contemporanea” , l’artista Matteo Fraterno , i musicisti : Gianluca Rando chitarrista  e Mattia Salemme pianista .

Parte la realizzazione del progetto: l’associazione di arti visive di Maratea prontamente aderisce e installa 12 Caleidoscopi Super Giganti per connettersi con   i mille colori dell’infinito immaginario, sembra facile in questa serata realizzare sogni.

Le corde della chitarra e i tasti del pianoforte posizionati al centro dello spazio del Belvedere, rivolti verso l’infinito, vibrano di passione e dolcemente accompagnano verso la notte mentre l’artista Matteo Fraterno completa l’undicesimo pannello della partitura visiva  sotto gli occhi di un pubblico estasiato da tanta bellezza.

Il prof. Pasquale Persico, presidente dell’associazione DNA dichiara nella nota di presentazione dell’evento: 《L’invito dei caleidoscopi è evidente.  Ognuno di noi deve saper costruire un proprio caleidoscopio per scoprire la propria capacità di vedere oltre e dal ritrovato saper vedere avere la curiosità di andare oltre anche con gli altri sensi.  Nella rotonda una partitura visiva invita a vedere ed ascoltare la musica del momento, invita, inoltre a vedere ed odorare, ma anche non – vedere a non –  ascoltare per assaporare i profumi delle diverse stagioni.  Il gioco diventerà scuola fondamentale per proteggersi dalla digitalizzazione incombente e vivere primordiale necessario al ripensamento dell’Essere in un luogo di incanto. Ecco lo scopo di un’opera del temporaneo contemporaneo: moltiplicare l’intensità dei sensi, per amplificarla singolo e la collettività, per dilatare lo spazio delle risonanze di un belvedere, spazio delle meraviglie. La dimensione relazionale fra arte e ambiente emerge dall’idea originaria di Paolo Tommasini》. All’ingresso del Belvedere in un invito ad allargare i sensi, accoglie i visitatori l’Onphalos e le altre  opere complementari collocate da Paolo Tommasini qualche anno fa che ora si amplia con l’aggiunta di questi 11 pannelli, con l’eco meraviglioso della musica che aleggia di sicuro ogni volta che cala il sole e la magia si ripete.  Tutto a ricordare un evento che ha spaziato fra la meraviglia della natura, della musica e dell’arte vissuta al momento davanti a un pubblico attento e intento a fotografare, a cogliere ogni attimo di tanta meraviglia.