La leggendaria ospitalità del sud spesso va in tilt. Cosa è potuto andare male?

di Yvette Samnick

Si perde oggi nella massa dei discriminatori, intolleranti e razzisti la poca gente che pratica la “leggendaria ospitalità” del sud in cui mi ricordo quando ho appoggiato

le  mie valigie all’Università della Calabria a Cosenza 5 anni fa. La Leggendaria rivolta all’intera popolazione è una favola o una esagerazione. Per me entrambi.

“Nessuno nasce odiando qualcun altro per il colore della pelle, il suo ambiente sociale o la sua religione. Le persone odiano perché  hanno imparato a odiare e se possono imparare a odiare possono anche imparare ad amare, perchè l’amore arriva in modo più naturale nel cuore umano che il suo opposto”.  Questo diceva Nelson Mandela

Osservavo intorno a me e mi rendevo conto  di tanta ipocrisia c’è sempre stata in giro. Da quasi 3 anni si vede che qualcosa è cambiato, l’ambiente in cui viviamo e le mentalità sono cambiate. I rapporti interculturale, interpersonale sono in crisi. La comunicazione tra le persone che prima era rispettosa ed educata ha lasciato il posto all’aggressività  Molti di questi cambiamenti sono influenzati dalle propagande politiche dei politici del nord. Ciò che si taceva si può ormai dire apertamente, quello che si diceva dietro i muri si fa adesso in modo più attivo: gli insulti , le discriminazione, le aggressione sia verbale che fisiche sono aumentate.

Per risolvere i problemi dell’Italia c’è bisogno di sacrificare il “colpevole”, quello che porta malore, povertà, malattie al popolo italiano che è sempre stato una “referenza” in Europa. Negli uffici pubblici come in strade quelli come noi che lavorano subiscono anche delle ingiustizie e la discriminazione. Essere costretti a dover sempre giustificarsi solo per il fatto che si è straniere. Diventare invisibile quando parli ad un dipende dell’ufficio pubblico e questo si gira senza uno sguardo per occuparsi di quello che si trova dietro di te perché  è bianco o nel suo educatissimo buongiorno ha percepito che è uno straniero. Si continua ancora oggi ad affermare che il razzismo non esiste. Come no? È facile negarlo e fare il “buonista” che va dopo sui social ad affermare che si deve vietare la scuola ai bambini neri perché  portano malattie e possono contaminare i loro figli italiani ed bianchi.  

È molto più facile oggi di usare il termine ignoranza che razzismo. Viene mascherata dalla scusa dell’ignoranza. Ignoranza non la nego. Esiste anche nelle proporzione incredibile tra la popolazione. Ma di chi è la colpa? È una bomba a tempo come il razzismo. Educare un popolo alla tolleranza è un compito che deve cominciare sin dall’infanzia. E nella mia nazione si dice che quando “un albero arriva alla sua maturità è impossibile di darlo una forma giusta e corretta”. Tra tutte le categorie generazionale italiani oggi il livello di discriminazione, di intolleranza ed razzismo sta superando i limiti. Lo afferma chi lo vive nella sua propria pelle. Ed inutile di fare capire ad un popolo che si nutre delle propagande degli stessi politici che non sono mai stati in gradi di creare delle reale politiche sociale, economiche per permettere agli italiani di vivere serenamente. È molto facile prendersela con il debole. Lo chiamo distrazione ed è una manovra molto usati dai politici che fanno propagande.

Invece di soffermarsi sui veri problemi e chiedere che vengano trovata delle soluzione concrete sull’educazione che dovrebbe essere prioritaria se no non saremo a questo punto oggi di vedere tanta ignoranza che porta al razzismo, all’intolleranza e all’ultima arrivata, la discriminazione istituzionale.