I profumi e i colori delle coste calabresi. Assonanze di una terra mistica e suggestiva

di Rossella Palmieri

Mi hanno sempre affascinata quei nomi così evocativi dati alle coste calabresi. Eh sì, perché le coste della Calabria che nel Mediterraneo la circumnavigano dal Tirreno allo Jonio o viceversa, hanno dei nomi che

portano alla mente percezioni ed emozioni che immediatamente rimandano alle caratteristiche storiche, architettoniche a volte simboliche proprie di quella parte che stiamo nominando.

Cominciamo dalla “Riviera dei Cedri”, così nominata quella costa dell’Alto Tirreno Cosentino comprendente anche parte della montagna che vi si affaccia. Un intreccio suggestivo tra spiagge e scogliere a picco su un mare cristallino con fondali protetti e ricchi di vita; la stretta compresenza di mare e montagne da cui sgorgano fiumi impetuosi e che permette la coltivazione del delicatissimo cedro.

Il colore verde degli alberi di cedro e la sacralità dei suoi frutti, agrumi profumatissimi nominati nella Bibbia come “i frutti dell’Albero più Bello” sembrano, quasi, essere in contrasto con un tratto di costa in alcuni punti selvaggio e incontaminato: certamente unico.

Si continua con la “Costa degli Dei” che si estende sul tratto tirrenico compreso tra i comuni di Pizzo Calabro a nord e Nicotera a sud, inglobando tutte le altre località presenti sul cosiddetto Corno di Calabria. Una tra le zone costiere più belle e suggestive d’Italia.  

Così come la parola “Dei” rimanda a protagonisti assoluti della mitologia che incarnano e rappresentano l’immortalità, insieme a quelle che sono le visioni più alte e interessanti che la cultura greca ci ha tramandato sull’elemento della Luce, così questo litorale scende a strapiombo sul mare con le vaste aree in granito bianco del Promontorio di Capo Vaticano, intorno alle quali sono nascoste le splendide spiagge bianche che fanno la fortuna di questo tratto costiero. 

Incontriamo, successivamente la “Costa Viola”, un litorale con una morfologia caratterizzata da costoni che si tuffano rapidamente in mare e così detta per i particolari colori che questo assume mostrando sfumature di viola. In particolare, nell’ora del tramonto, ogni sera si assiste ad uno spettacolo che dà vita ad una cartolina dalle sfumature e dai riflessi sempre diverse ed originali.

Da qualunque punto della Costa Viola si possono ammirare stupendi panorami che abbracciano la Sicilia, l’Etna e le isole Eolie con il suo vulcano Stromboli, che con l’emissione delle particelle sulfuree rafforza il gioco di luci e riflessi delle montagne che danno vita al colore caratteristico di questa splendida Costa.

Tra le zone costiere più selvagge della Calabria, incontriamo, poi, la lunga “Riviera dei Gelsomini”, nella zona più a Sud della Calabria

La Riviera prende il nome dall’antica coltivazione della pianta di gelsomino, splendida pianta robusta e rampicante, ma con fiori belli e delicati, diffusa in tutta la provincia reggina ed in particolare lungo tutta la fascia costiera. I fiori venivano raccolti dalle donne ed esportati per la preparazione dei profumi. Questo tratto di zona costiera è il luogo ideale per una vacanza semplice, in luoghi ancora intatti, ricchi di storia e tradizione: caratterizzata da spiagge con sabbia bianca a tratti sormontate da bassi promontori argillosi, e da fondali limpidi e cristallini.

Percorso il giro di boa si risale verso il nord della parte Jonica incontrando la “Costa degli Aranci”, considerata una delle più belle in assoluto di tutta la Calabria, grazie ai fondali dal color turchese e smeraldo intenso, e alle strutture turistiche ubicate in zona.

La Costa, dominata da borghi medioevali in zona collinare che affacciano maestosi sul mare. Include località marine caratterizzate dalla presenza di un mare cristallino con lunghe spiagge di sabbia finissima che si alternano a quelle di ciottolato soprattutto in prossimità delle foci delle fiumare, ma anche, presenza di promontori rocciosi che custodiscono ancora un tratto di natura incontaminata con meravigliose calette. Alcune raggiungibili solo via mare, spiagge bianche, scogliere e grotte. La Costa degli Aranci conserva un inestimabile tesoro artistico culturale, siti archeologici meravigliosi in cui si osservano epoche differenti (romane, greche, normanne) che si mescolano dando vita a luoghi senza tempo. 

La struttura geologica della costa successiva è costituita in prevalenza da sedimenti e argille marine: la “Costa dei Saraceni” che si distende all’interno della zona costiera della provincia di Crotone, a cavallo tra i comuni di Crotone e Isola di Capo Rizzuto. Un breve tratto di costa tipico per le lingue di sabbia finissima dal color rosso Tiziano ed un enorme patrimonio storico ed archeologico fatto di castelli e musei, che trova la massima espressione nel Parco Archeologico di Capo Colonna.

Infine arriviamo nella “Costa degli Achei” tratto di costa dell’alto ionio calabrese, all’interno della quale si fa un chiaro riferimento proprio ai colonizzatori Greci provenienti dall’Acaia (la zona più settentrionale del Peloponneso), regione della Grecia, che fondarono Sybaris intorno al 720 a.C. La costa degli Achei è sinonimo infatti di archeologia, ma anche di liquirizia, una pianta che cresce spontanea sulle coste del mar Jonio, che fa parte della storia di questa zona della Calabria. E’ sinonimo anche di agrumi: nella costa degli Achei, infatti, ci sono alcune varietà che non sono presenti in tutte le altre zone della Calabria e d’Italia (l’Arancia Biondo Tardivo di Trebisacce, l’Arancia Mela rossa di Trebisacce e Limone di Rocca Imperiale).