Carcere, finito l’effetto emergenza, la popolazione detenuta torna a crescere

L’effetto emergenza sanitaria per il Covid-19 sui numeri del sovraffollamento carcerario è già finito. Anche se debolmente, i dati della popolazione carceraria tornano a crescere dopo il costante calo fatto registrare da febbraio a fine maggio.

L’aggiornamento fornito dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al 30 giugno 2020, infatti, parla di 53.579 detenuti negli istituti di pena italiani contro una capienza regolamentare di 50.501 posti distribuiti tra i 189 istituti presenti sul territorio italiano. Al 30 giugno, inoltre, gli stranieri detenuti sono 17.510, con un trend in continuo calo. Infine, sono 2.250 le donne detenute.  I dati di giugno, così, mettono un punto ad un importante calo della popolazione penitenziaria registratosi proprio in piena emergenza. A fine febbraio, infatti, i detenuti nelle carceri italiane erano oltre 60 mila: un dato che da qualche tempo faceva preoccupare le associazioni, per via di una costante crescita registrata tra il 2019 e l’inizio del 2020. Il brusco calo di presenze in carcere registrato nei mesi del lockdown, invece, aveva fatto ben sperare. I dati della popolazione carceraria, infatti, negli ultimi tempi non sono stati mai così vicini a quelli della capienza regolamentare dichiarata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: basti pensare che a fine maggio si contavano poco più di 53,3 mila detenuti contro una capienza stimata dal Dap di circa 50,4 mila posti.  Nonostante un rallentamento nel calo della popolazione penitenziaria registrato a maggio, il trend in diminuzione era stato confermato con l’aggiornamento del 31 maggio. Gli ultimi dati disponibili, invece, ci dicono che il trend è cambiato e il numero dei detenuti – anche se debolmente – sta tornando a crescere.