D. I. R. E. “Occorre che le Istituzioni sostengano Maria Antonietta Rositani”

“La condanna dell’ex marito non restituirà a Maria Antonietta Rositani la sua vita, stravolta per sempre a causa delle gravissime ustioni da cui si è salvata per miracolo”, afferma Antonella Veltri, presidente di D.i.Re Donne in Rete contro la violenza,

riferendosi alla pronuncia del Tribunale di Reggio Calabria che oggi ha condannato a 18 anni di reclusione l’ex marito di Rositani, evaso dagli arresti domiciliari

che stava scontando in Campania per raggiungerla a Reggio Calabria e darle fuoco mentre era a bordo della sua auto.
“In questi casi non serve solo un risarcimento, non basta l’indennizzo una tantum dello Stato per le vittime di reati violenti, che pure ci auguriamo le venga corrisposto quanto prima”, prosegue Veltri. 
“Occorre”, spiega Mari Zanni, consigliera D.i.Re per il Veneto, “un riconoscimento importante da parte dello Stato che vada al di là della necessaria condanna penale. Lo Stato deve riconoscere che la violenza maschile contro le donne non è un atto irrazionale isolato, ma il prodotto di una cultura che continua a considerare le donne oggetti di proprietà sulle cui vite ed esistenze alcuni uomini pensano di poter decidere a proprio piacimento”.
Questo riconoscimento “deve concretizzarsi in un supporto che consenta a Rositani, a sua figlia e a suo figlio, e a tutte le donne e i/le minori che hanno sperimentato le forme più drammatiche di violenza, di vivere le vite che desiderano”.
“L’autonomia e la piena libertà di scelta per le donne che hanno subito violenza sono l’obiettivo della metodologia di accoglienza dei centri antiviolenza D.i.Re”, conclude Veltri. “Lo Stato deve fare proprio questo obiettivo, anche e soprattutto per donne come Maria Antonietta Rositani”.