Voglia di futuro, Mediocredito centrale ha concesso seicentomila prestiti

di Paolo Pagliaro

 “Il Covid è stato l’analista del Paese, ha detto la verità sulla sua struttura produttiva, sulla sua fragilità ma anche sulla sua incredibile capacità di resilienza”. Sintetizza così il bilancio di questi tre mesi Massimiliano Cesare,

presidente del Mediocredito Centrale, la banca del Tesoro che sta gestendo i prestiti (fino a 30 mila euro garantiti al 100% dallo Stato) erogati dal decreto liquidità per affrontare l’emergenza coronavirus.

Intervistato dal Corriere della Sera, il banchiere dice che in tre mesi si è fatto quello per cui di solito occorrono 15 anni.
Sono state finanziate 586.740 operazioni per un totale di quasi 12 miliardi di euro. Il finanziamento medio è stato di oltre 20 mila euro. Commercio, ristorazione e costruzioni hanno assorbito circa il 50 per cento delle risorse. L’89% delle richieste è arrivata dalle microimprese.
Il dato forse più significativo è rappresentato dalle 67.661 domande arrivate dalle start up, cioè da società (in genere promosse da giovani) che con i loro progetti e le loro iniziative puntano su un nuovo inizio. Hanno chiesto in media 18 mila euro e un totale di 1,24 miliardi.
I prestiti andranno restituiti entro 10 anni. Un tempo ragionevole per provare a ricostruire ciò che il coronavirus ha demolito, a cominciare dalla fiducia nel futuro.