Quel fascino immortale di un paradiso racchiuso in cinque lettere: C. A. P. R. I.

di Anna Maria Boniello

Capri, Regina di roccia; Capri, manicomio tascabile; Capri, crocevia del mondo; Capri: donna in cuffia rosa; Capri, l’isola che non si scorda mai; Capri, l’isola azzurra; Capri, l’isola dell’amore; Capri, l’isola delle sirene.

Capri, piazzetta Umberto I

Eccetera, eccetera, eccetera… Poeti, scrittori, pittori, filosofi, da Diefenbach a Majakóvskij, da Neruda a Lucio Amelio. Tanti hanno cercato di fissare nello spazio e nel tempo questi dieci chilometri quadrati di roccia dolomitica, distesa sul mare blu

cobalto che divide in due il Golfo di Napoli e Salerno. In tanti hanno cercato di definire questo scoglio che, fin dai primordi della storia, ha attirato a sé ogni genere di essere umano, al pari di una calamita. Sin dai tempi della Grotta delle Felci, o di Capelvenere, dove si rifugiavano i primi uomini primitivi e si narravano le prime storie, si è passati ai navigatori fenici e greci, e poi agli imperatori romani, e poi alle scorrerie dei pirati e alle conquiste degli inglesi e dei francesi. Poi ci sono stati il Grand Tour e l’apertura del mondo, e con essi l’arrivo degli intellettuali, degli scapigliati, degli esuli e dei visionari che a Capri trovavano un habitat naturale nel quale ricercare e perseguire la libertà e la pace, esteriore e interiore. Da Augusto a Tiberio Imperatori, dal Pirata Barbarossa a Ferdinando di Borbone, da Fersen, ad Ada Negri, da Gorky a Malaparte.

Capri, i Faraglioni

Tutto ciò continua ancora oggi, anche negli anni dell’omologazione del terzo millennio, ed è ancora possibile trovarlo nell’isola. Nessuno però, saprà mai capire davvero quale strana alchimia la pervada da millenni e millenni.

Un’alchimia in continua espansione, che si arricchisce di era in era grazie alle tracce, alle idee, agli amori, alle follie di chi vive o sbarca in questo microcosmo irreale, che sia per un giorno solo o per tutta la vita.

Un’alchimia, una forza, un’energia che pervade tutti, ma che non è possibile svelare o comprendere. Un fascino immortale, che forse è tutto semplicemente racchiuso in quelle cinque lettere: C.A.P.R.I.