A Napoli non ti senti mai solo. Sì, ecco che cosa è per me questa stupenda città

di Sergio Nucci

Ciascuno serba nel suo animo un’immagine, una cartolina, di un luogo. E triste o dolce il ricordo condiziona la memoria.

Napoli, via Toledo

E la memoria ti restituisce di tanto in tanto, con toni sfumati, quel luogo più grigio o più colorato a seconda del proprio stato d’animo.


Di Napoli, mia seconda città, posso di dire di serbare cartoline colorate e piene di vita e di vite, in sintonia con una città che riesce nel bene e nel male a lasciare sempre un segno.
E se poi si è capaci di osservarla con gli occhi della ragione si comprende che c’è tutto un filo logico che lega la millenaria storia di questa terra all’atteggiamento indolente dei suoi abitanti, alla fierezza di una nobiltà che non dimentica la sua grandezza ma non disdegna di confondersi con il volgo.
Tantissimi hanno descritto magistralmente Napoli. Da Totò a Pino Daniele, da Matilde Serao a Malaparte, ciascuno regalando la sua Napoli agli altri e tutti facendo esclamare al lettore: “è vero Napoli è proprio così”.

Ma cosa ha Napoli di davvero magico, di affascinante, di introvabile? Personalmente ho in mente una frase per raccontare l’essenza di Napoli a chi non l’ha mai vista. Una considerazione frutto di tutti questi anni di frequentazione della città di Partenope: “A Napoli non ti senti mai solo”.
Si Napoli per me è questo. Un posto dove riesci ad incontrare te stesso ammirando i panorami mozzafiato di Capri e Ischia ma al tempo stesso dove puoi a stare a tuo agio tra i rumori della gente nei mercati di Antignano o della Pigna Secca.
Dove la tua fame può essere appagata da una pizza fritta divorata su via Toledo o coccolata dai sapori dei ristoranti gourmet che si affacciano sul golfo.
Dove il colore dei suoi vicoli si accoppia spesso al calore della sua gente. Dove pioggia o sole, freddo o caldo, inverno o estate non appannano ne esaltano la magia di questa città.
E poi ci sono i difetti. Tanti, troppi che il cuore dell’innamorato non vede. Chiedete ad un amante di parlar male del suo amore. Di tracciarne imperfezioni e limiti. Non  lo farà mai.
Ho questa grande fortuna di essere innamorato di Napoli da più di quarant’anni. Un amore condiviso con tanti calabresi che hanno eletto Napoli la più bella città d’Italia. E se anche non fosse la più bella per me sarebbe bella almeno quanto la mia Cosenza.
Un innamorato fedele