I gatti sono diventate star della tv e del web: 7,5 milioni di felini nelle case italiane

di Gianni Marinacci

Negli ultimi anni si è assistito  ad un aumento notevole del numero di gatti posseduti in famiglia e soprattutto essi vengono  finalmente ben curati e accuditi.

I gatti stanno diventando le star del web, sono infatti innumerevoli i video di cute kittens e gatti pazzi sulle varie piattaforme, gif di gattini che fanno fusa e giochi più o meno pazzi, sfondi animati e altro ancora.

Nei pet shop una volta esisteva un piccolo angolo con i cibi per i gatti e l’accessoristica, ora invece gli spazi espositivi sono in gran parte destinati alla specie felina.

Esistono poi numerosissime pagine sui social di rescue gattini, consulenze mediche, adozione etc.

Tutto ciò ci fa capire come la specie felina stia scalando rapidamente la piramide del gradimento da parte degli italiani e si stima che in italia siano più di 7,5 milioni gli esemplari felini presenti nelle case, numero poco superiore a quello dei cani (7milioni).

Gestire bene un gatto in ambiente domestico può sembrare più semplice rispetto alla gestione del cane ma in realtà non è proprio così: spesso si ha la falsa percezione che al gatto basti una ciotola di crocchette e una di acqua, una lettiera e qualche cm quadro di cuscino su cui dormire. Spesso questa falsa percezione porta persone di buon cuore e riempire casa di trovatelli ingenerando problemi gestionali e sanitari importanti. Il gatto ha una sfera emotiva importante e instaura un rapporto di tipo relazionale con gli elementi a due zampe di casa, e se ha spazio e tranquillità a disposizione è in grado di esprimere il 100% del suo potenziale sia fisico che emotivo. Per questo è buona cosa prima di prendere un felino porsi qualche domanda: l’ambiente che posseggo è adatto ad un felino? Ho la possibilità di alimentarlo e curarlo al meglio? Sono disposto a modificare la mia vita per i prossimi 15-16 anni? Ha senso inserire un nuovo gatto per fare compagnia a quello già presente? Cosa devo fare prima di mettere un secondo gatto in casa?

A tutte queste domande occorre dare un risposta prima di agire.

Una casa di piccole dimensioni se ben arredata (o meglio gattificata) può ospitare un gatto, ma forse non ne può ospitare due. I gatti sono animali sociali ma possono anche vivere felici come solitari. Un gatto che vive in 30 metri quadri senza un balcone potrebbe trovare molto allettante un salto dal quarto piano per allargare i suoi orizzonti, oppure potrebbe innescare meccanismi infiammatori da stress ( cistite idiopatica felina). Quindi risulta innanzitutto importante una attenta valutazione degli spazi. I gatti non sono confinabili e soffrono molto se vengono limitati loro gli spazi.

Il gatto costa. Costa molto di più di un cane pari taglia. Il cibo è più ricco di proteine e quindi avrà un costo pro chilo decisamente maggiore. Non possiamo poi alimentarli con prodotti da supermercato se non vogliamo avere problemi. Le cure stesse hanno un costo e i gatti domestici tendono ad ammalarsi di malattie da benessere (diabete, malattia renale cronica, neoplasie). In Italia le cure veterinarie sono soggette ad iva del 22% (beni di lusso sostanzialmente ) quindi quasi un quarto del costo della parcella è dato da una tassa che poco interessa al consumatore finale. Il livello della  medicina felina sta crescendo moltissimo e ora  nei gatti si fa diagnostica di alto livello, quindi l’impegno economico in caso di malattia , soprattutto se cronica, diventa importante. Domandarsi se si è in grado economicamente  di curare un gatto in caso di adozione è fondamentale.

L’inserimento di un gattino in una casa dove sono presenti altri mici è cosa da ponderare bene. Ho visto gatte felici avere la vita rovinata dall’inserimento di un giovane maschio che letteralmente fa stalking e bullismo agli esemplari femmine mature. Non sempre quindi il gatto solitario trae giovamento dall’arrivo di un gattino , anzi spesso la convivenza risulta molto difficoltosa. Senza contare poi il ruolo delle malattie infettive presenti sul territorio e il pensiero scorretto da parte di alcuni che il gatto domestico non necessiti di vaccinazioni.  facciamo un esempio riguardante la leucemia virale felina o FELV. Ha una sieroprevalenza media in italia del 17% con punte oltre il 25% in diverse regioni. Alcune colonie sono letteralmente infestate. Ecco, prendere un gattino da una colonia non indenne e inserirlo in casa senza aver prima appurato lo stato di portatore mette a rischio il già presente gatto di contrarre l’infezione e in seguito la malattia. Ho visto gatti adulti felici sviluppare linfomi perché il nuovo arrivato era positivo alla felv (la malattia è oncogena, molti gatti felv positivi sviluppano linfomi ad alto grado). Risulta quindi fondamentale rivolgersi ad un veterinario che abbia competenze in medicina felina (non siamo tutti uguali e non sappiamo fare sempre tutto) per un inserimento sicuro del nuovo arrivato