Pagare le tasse su ciò che si incassa

di Paolo Pagliaro

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha in mente una svolta radicale nei rapporti tra i cittadini e il fisco. La proposta è quella di introdurre un sistema di liquidazione periodica mensile o trimestrale delle imposte sui redditi basato sugli incassi e le spese effettivi. Tutto questo – ha detto Ruffini al Corriere della Sera – avrebbe la funzione di eliminare “l’attuale sistema degli acconti e dei saldi, che genera l’ansia di doversi procurare una provvista per pagare le imposte in anticipo rispetto a un anno che ancora non si sa come andrà e poi per il saldo, magari andando in credito con la conseguente attesa del rimborso”. Una riforma da realizzare in pochi mesi, un’ipotesi che si potrebbe realizzare su base volontaria e salvo conguaglio. “Altrimenti potrebbe essere lo stesso contribuente a disporre il versamento del dovuto ogni mese o ogni tre”. 

La scomparsa di  acconti e saldi, e il passaggio da un prelievo sugli incassi presunti a uno sugli incassi effettivi,  sarebbe  una mezza rivoluzione. In giugno, per dire,  acconti e  saldi di Irpef e Ires hanno superato i 27 miliardi.  La novità dovrebbe essere apprezzata soprattutto dai  contribuenti, che tornerebbero padroni del loro denaro.
Da lunedi scorso per milioni di loro è iniziata una vera e propria maratona fiscale. Le scadenze previste in questi dieci giorni sono 142. Si va dall’Irpef (saldo 2019 e acconto 2020), all’Ires (saldo 2019 e acconto 2020), all’Irap (saldo 2019 e acconto 2020), all’Iva periodica, al  saldo 2019 della cedolare secca, al primo acconto 2020. Sarebbe tutto molto più semplice, e anche più equo,  se davvero si potesse pagare sulla base di ciò che si è effettivamente guadagnato.