Imprenditori strozzati da covid e usurai. Più controlli delle forze dell’ordine

di Maria Giovanna Bloise

Durante il lockdown il reato di usura è cresciuto esponenzialmente. In particolare, circa il 10% degli imprenditori risulta esposto all’usura perché, negli ultimi tre mesi, le difficoltà economiche si sono fatte sempre più pressanti.

I dati però sono in estremo accrescimento. Per tale motivo è stato previsto l’aumento delle attività di prevenzione delle forze di polizia sul fenomeno del riciclaggio e sulle dinamiche societarie.

L’usura è una piaga sociale che ruba la dignità ad intere famiglie e i cui effetti devastanti si stanno registrando sempre più spesso, dopo i quasi due mesi di chiusura delle attività produttive che ha portato tante famiglie ad esaurire i risparmi.

Il reato di usura è cresciuto per via dei ritardi dei finanziamenti  che permetteranno alle cosche di ottenere la titolarità del capitale sociale delle imprese. I clan si offrono di sostenere l’imprenditore che versa in difficoltà economiche per poi acquisirne l’impresa. Il rischio è che la criminalità organizzata torni a riacquistare potere e che il lavoro fatto sino ad oggi nella lotta alla criminalità organizzata e all’usura venga mandato all’aria.

Tuttavia, sta risultando molto efficace l’operazione delle Forze dell’Ordine e della Magistratura per contrastare l’azione della criminalità ai danni delle imprese. Importante, poi, è il ruolo svolto dalle Associazioni di categoria degli imprenditori. Le Associazioni di categoria rappresentano un settore di grande rilevanza nel panorama imprenditoriale italiano.

La legge prevede un Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura con il quale erogare mutui senza interesse a favore di soggetti che esercitano attività economica o una libera arte e professione e che dichiarino di essere vittime dell’usura e risultino parte offesa nel relativo procedimento penale.  La stessa legge istituisce un altro Fondo per la prevenzione del  fenomeno dell’usura, da utilizzare per l’erogazione di contributi a favore di appositi fondi speciali costituiti dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva, istituiti dalle Associazioni di categoria imprenditoriali e dagli ordini professionali.  

Questi benefici economici sono concessi ai soggetti danneggiati da attività estorsive, a condizione che abbiano aderito o abbiano cessato di aderire alle richieste estorsive, che non abbiano concorso nei reati e che abbiano sporto regolare denuncia.

L’usura, purtroppo, non è facilmente denunciabile e crea sulla persona che ne è tormentata paura, vergogna, ma soprattutto dipendenza dall’usuraio.  Quasi un’impresa su tre dinanzi a questi fenomeni criminali non sa cosa fare.

Invero, ci sono poche denunce e pochissime istanze al fondo. In sostanza in questo periodo sono aumentate le denunce per usura, ma sono pur sempre poche rispetto alle proporzioni del fenomeno criminale. Bisognerebbe incoraggiare gli imprenditori a fidarsi di più delle istituzioni e a denunciare.  Occorre, infine, più rapidità per far giungere i sostegni previsti dal decreto rilancio alle aziende.