I cani aggressivi? No, lo diventano se non sono educati a una convivenza armoniosa

di Carmela Di Nardo

“Io sono un cane, io sono un predatore, io mordo. Questo è nella mia natura. Beninteso, io controllo i miei morsi, non mordo a casaccio, non mordo in qualunque momento e chicchessia. Sono aggressivo? Sono pericoloso?”

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Come immagina Joël Dehasse, veterinario comportamentalista di fama mondiale, nel suo libro “Il cane aggressivo”, potrebbero essere questi i pensieri di un cane sullo scottante tema delle aggressioni, che spesso occupa le prime pagine di quotidiani e telegiornali.

Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza partendo da una definizione. Per aggressività si intende una componente normale del repertorio comportamentale di un cane, che può avere diverse cause, fini e manifestazioni, risultando appropriata o meno in contesti diversi.

Cerchiamo di fare ulteriore luce. L’aggressività può essere interspecifica ovvero rivolta a una specie diversa, ad esempio a quella umana, oppure intraspecifica, ovvero rivolta alla propria, e può essere classificata in: a. da paura, a. da dolore, a. territoriale, a. protettiva, a. possessiva, a. da dominanza, a. predatoria, a. rediretta, a. materna, a. idiopatica (ovvero atipica/improvvisa, che è la forma più rara e che si riscontra in prevalenza in alcune razze).

Da questa classificazione, sufficientemente esaustiva anche se non completa, deduciamo che le cause dell’aggressività sono diverse, come diverse sono anche le manifestazioni aggressive da parte dei cani. Facciamo qualche esempio. Un cane che ha paura e viene forzato a un’interazione senza che gli sia data una via di fuga, potrebbe aggredire fino a mordere per difendersi ed evitare l’approccio. Eppure con una corretta socializzazione/abituazione si può migliorare la prosocialità del cane da un lato, ma anche insegnare al referente umano a rispettare la natura del suo cane, evitando forzature non gradite da parte di terzi. Se abbiamo un cane con una spiccata motivazione territoriale, possiamo aspettarci che difenda il proprio territorio da intrusioni esterne. Naturalmente, se avremo dedicato del tempo alla sua educazione e avremo creato con lui un rapporto sociale equilibrato, in nostra presenza il cane si farà da parte, accettando le nostre disposizioni. Se un cane ha un problema di salute che gli provoca dolore, potrebbe non gradire di essere accarezzato, diventando irritabile e arrivando a mordere. Se un cane non ha ben chiara la posizione che occupa nel gruppo sociale di cui fa parte, potrebbe non consentirci di toccare i suoi giochi o il suo cuscino, o di spostarlo da una zona a un’altra di casa. Se un cane non è abituato alle manipolazioni potrebbe mordere quando dobbiamo prenderci cura di lui. Se un cane non ha modo di esprimere le sue motivazioni soggettive e di razza in contesti adeguati, potrebbe farlo in maniera inappropriata, vedi il caso di un cane con un forte istinto predatorio che rincorre un bambino, magari in bicicletta, fino a morderlo.

Se un cane trascorre le sue giornate apaticamente in una porzione di giardino, senza che possa svolgere attività appaganti, fosse anche solo fare una passeggiata, potrebbe mordere perché stressato, non realizzato e troppo “carico” di energia non impiegata in attività in linea con le sue inclinazioni.

Gli episodi di aggressività vedono protagonisti il più delle volte familiari o amici, spesso bambini (lasciati erroneamente da soli con il cane senza la supervisione di un adulto) proprio perché è mancata una corretta educazione, non vi è una relazione sociale corretta, vi è una incapacità dell’umano di guidare e controllare il cane, spesso non compreso nei segnali che invia.

Ecco perché è importante svolgere fin dal momento dell’adozione un percorso educativo con un professionista al fine di evitare o ridurre la frequenza di incidenti.

Qualora, al contrario, si sia già verificato un qualche episodio di aggressività è bene rivolgersi a un veterinario comportamentalista che porterà avanti, in collaborazione con un educatore esperto, un percorso di rieducazione comportamentale che mirerà a stabilire una convivenza equilibrata e armoniosa.