Covid. Springsteen a Trump: “Abbia rispetto per i morti. E usi la cazzo di mascherina”

di Astolfo Perrongelli

Donald Trump nel mirino dei divi e dei cantanti per il cattivo e deprecabile modo in cui ha gestito e sta gestendo la pandemia. Tanti sono stati i personaggi, le star, i cantanti, che hanno lanciato invettive contro l’inquilino della White House.

Tutti con un intendo comune: quello di denunciare l’inefficienza e la supponenza di quello che molti, anzi tantissimi americani, non considerano più, “il comandante in capo”. Tra i vari personaggi dello star sistem, quello che ha ha attaccato più di tutti Trump, è stato The Boss.

Durante l’ultimo episodio dello show “From My Home to Yours”, con il quale ci ha tenuto compagnia in quarantena, Bruce Springsteen ha lanciato una dura invettiva contro Donald Trump. Il cantante ha iniziato il programma dicendo che aveva in mente qualcosa di diverso per l’episodio finale della sua avventura radiofonica, dedicandolo alle canzoni che celebrano l’estate, ma il crescente bilancio delle vittime da Covid in USA e le manifestazioni firmate Black Lives Matter, gli hanno fatto cambiare idea. 

Con oltre 100.000 americani morti negli ultimi mesi e la risposta vuota e vergognosa dei nostri leader, sono semplicemente incazzato“, ha esordito Bruce. “Quelle vite meritavano di meglio che essere solo statistiche scomode per gli sforzi di rielezione del nostro presidente. È una vergogna nazionale“. E ha aggiunto: “Invece di celebrare le gioie dell’estate, contempleremo le nostre attuali circostanze nei confronti del coronavirus e i costi che questo ha avuto per la nostra nazione”. “Calcoleremo ciò che abbiamo perso, pregando per i defunti e per le loro famiglie. Se sei pronto per un requiem rock & roll, resta sintonizzato”, ha spiegato The Boss.

Poi a un certo punto si è rivolto direttamente a Trump dicendo: “Con tutto il rispetto, sir, mostra un po’ di considerazione e cura per i tuoi connazionali e il tuo Paese… Metti una fottuta mascherina“. Subito dopo l’attacco al presidente, The Boss ha presentato “Disease of Conceit” di Bob Dylan, brano davvero azzeccato. 

Più volte il Presidente degli Stati Uniti d’America – stiamo parlando di uno degli uomini più importanti del mondo intero – si è mostrato in pubblico senza mascherina: nel paese imperversava la pandemia, le vittime continuavano a salire e Trump andava in giro senza la più importante misura di sicurezza contro il contagio. E quando qualcuno glielo faceva notare, rispondeva così: “Non volevo dare la soddisfazione alla stampa di farmi vedere con la mascherina“.

Lo show è continuato con una serie di canzoni tristi come When God Made Me” di Neil Young e “Burying Ground” dei Sensational Nightingales, mentre Springsteen leggeva i nomi delle persone decedute a causa del Covid, menzionando chiunque, dai comuni cittadini ai grandi artisti come John Prine e Adam Schlesinger.

Uno degli aspetti più strazianti di queste morti è che il virus ci ha rubato i nostri rituali, i nostri funerali, i nostri risvegli, le nostre riunioni domestiche con la famiglia dopo la sepoltura“, ha detto Bruce. “La capacità di stare al fianco dei nostri cari, di toccarli, di baciarli mentre se ne vanno, di guardarli negli occhi e di far sapere loro quanto li amiamo. Questa è la crudeltà di questa malattia. Salutare telefonicamente i nostri cari e poi tornare in una casa vuota da soli. È una morte straziante e solitaria”. Dopo aver interpretato “Dream Baby Dream” dei Suicide, l’artista del New Jersey ha ringraziato tutti i medici e gli infermieri che stanno lottando in prima linea contro il virus. Basta guardare il loro sacrificio e quelle povere anime intubate per capire che dobbiamo contribuire a fermare i contagi attraverso comportamenti responsabili e di amore verso il prossimo.