Mostra immersiva di Vincent Van Gogh a Toronto. E l’arte riesce a unire il Canada all’Italia

di Daniela Sanzone

È stata inaugurata a Toronto una straordinaria mostra immersiva su Vincent Van Gogh, curata dall’esperto di videoinstallazioni Massimiliano Siccardi, in collaborazione con il compositore Luca Longobardi e lo sceneggiatore Vittorio Guidotti.

La mostra, che avrebbe dovuto aprire a maggio, ma per il covid-19 ha subito ritardi e trasformazioni, aprirà in questi giorni e verrà proposta contemporaneamente in versione “drive in”, offrendo l’opportunità agli spettatori di vedere lo spettacolo

all’interno della propria macchina, e in versione “a piedi”, sempre tenendo presente il distanziamento sociale. Per l’occasione, gli organizzatori hanno rivitalizzato il “Toronto Star” Building, un tempo sede delle stampatrici di uno dei più importanti quotidiani canadesi. La mostra immersiva consiste nella proiezione delle opere più rappresentative del pittore olandese sulle mura e sul pavimento di oltre 180 metri cubi di spazio espositivo, accompagnate da musiche e straordinari effetti visivi.

La mostra è stata possible grazie alla cooperazione Italia-Canada, tra Marco Realino, presidente della società Visioni Eccentriche, Svetlana Dvoretsky, presidente e produttrice esecutiva di Show One Productions,

e la Starvox entertainment di Corey Ross. L’avventura è iniziata un anno fa quando Dvoretsky in visita a Parigi, rimase colpita da quanto fosse popolare la mostra immersiva su Van Gogh in una città già ricca di offerte culturali e di musei. L’incontro con Realino los corso luglio a Toronto ha suggellato la collaborazione. « Questa opera su Van Gogh per me è un omaggio soprattuto all’uomo Vincent – ha detto Siccardi, che per Toronto ha creato immagini completamente nuove rispetto a tutte le mostre realizzate in prcedenza – che con la sua arte ci ha portato a scoprire un mondo luminoso ed oscuro allo stesso tempo, direi… ci ha lasciato scoprire la forza della vita. In questo tempo di passaggio, inauguriamo la mostra su Vincent in un modo molto particolare  questo modo rappresenta per noi la speranza. Siamo tutti molto colpiti negli affetti e nella nostra libertà io so che la bellezza dell’arte ci aiuterà a superare tutto questo.

 L’Infinto è nel vostro sguardo”. Longobardi, che ha curato la colonna sonora, ha spiegato che questa si sviluppa seguendo principalmente due concetti narrativi: la condizione umana ed emotiva dell’artista Van Gogh e il suo esternare l’emotività nell’atto creativo. «Van Gogh – ha sottolineato Longobardi – ricerca frequentemente la complicità degli altri artisti ma trova poi la sua esclusiva condizione nella solitudine, quella solitudine alla quale siamo stati costretti in qualche modo tutti in questo periodo così particolare». Guidotti, che per questa creazione ha collaborato anche alla scrittura dello spettacolo stesso, ha dichiarato che questo è il loro spettacolo più completo e riuscito.