COSENZA, TOTO CANDIDATURE: OCCHIUTO DESOLATO, CHI SPERA IN PRESTA. E MORRA CI PROVERA’?

di Astolfo Perrongelli

La campagna elettorale per l’elezione del prossino sindaco di Cosenza è già cominciata da tempo: i primi a scendere in campo sono stati l’assessore Francesco De Cicco e Luigi Bevilacqua della comunità romanes.

Bisogna, però, comprendere se si tratta soltanto di atti sporadici o i due cercheranno davvero di partecipare alla sfida per accaparrarsi la poltrona più ambita di Palazzo dei Bruzi. E Occhiuto? Ha un suo sostituto?

Oppure lascerà spazio e si metterà da parte. Difficile credere che l’attuale sindaco abbandoni quella che ritiene a tutti gli effetti una città rivalutata e rivoluzionata. Infatti, non c’è giorno che continua a ripetere litanie sulla prossima apertura del Parco del Benessere, ex viale Mancini e della realizzazione della metro. Una prima tranche del Parco è già fruibile al pubblico, per il resto forse ci vorrà agosto se tutto fila liscio. Occhiuto, tra l’altro, è ancora convinto che a fianco del Parco del Benessere, come scritto sopra, sarà realizzata la metropolitana. Un’opera inutile e tanto poco gradita ai cosentini. Non solo: dire che il sindaco abbia perso il controllo della città non è utopia, basta infatti, parlare con qualche consigliere di maggioranza o assessore per avere la testimonianza che Occhiuto sia rimasto solo, scottato dalla presenza dei commissari, dato che la città è in dissesto finanziario. E  che è stato messo al tappeto la mancata candidatura alla Regione, dopo i vari tour fatti nelle cinque province a caccia di voti. Per poi vedersi soffiata la candidatura da Jole Santelli, attuale presidente della giunta calabrese. Con il quale tra l’altro, Occhiuto è ancora in contrasto. Dunque, quello che alcuni ritengono l’erede di Mancini su chi scommetterà? Circolava voce, poi smentita, che “il divino” si sarebbe candidato come capolista per attirare voti in una lista civica e avrebbe fatto candidare Rosaria Succurro.

Succurro, ricordiamo, che alle regionali non ha fatto una cattiva figura mentre nel 2016, alle ultime comunali, non era stata eletta. Se si dovesse, invece, ragionare secondo una metodica di partiti, il candidato a sindaco spetterebbe a un esponente di Fratelli d’Italia. Orsomarso era l’uomo giusto ma la Santelli (la governatrice del “liberi e belli” ma con l’esercito per le strade) lo ha voluto nella giunta regionale. Per cui nel centrodestra è buio totale. Non solo, commercianti, imprenditori, una grossa fetta dei cittadini, hanno voltato le spalle a Occhiuto, accusandolo di avere pensato ai propri interessi e di aver reso Cosenza un cantiere aperto con strutture e opere che non si sa quando e se saranno terminate. Altra tegola per il primo cittadino arriva dal grillino Nicola Morra. Con un’interrogazione parlamentare ha chiesto ai ministri Lamorgese e Gualtieri di inviare degli ispettori ad hoc per verificare presunte anomalie riscontrate nel bilancio del Comune di Cosenza, denunciate dalla società che si occupa del servizio di depurazione per la città. Che vuol dire? Che Morra ha aperto le danze dall’altra sponda, e potrebbe essere un eventuale pretendente dei Cinquestelle e del Pd. Un nome che favorirebbe il partito guidato da Zingaretti poiché all’orizzonte non sembra avere candidati  appetibili. Sempre che non decida di partecipare alla contesa per la terza volta Enzo Paolini. Infine, c’è una parte della città che spera nella scesa in campo, ma stavolta per vincere, di Lucio Presta. Il manager televisivo ha rilasciato un mese fa circa un’intervista alla Gazzetta del Sud dove denunciava il degrado in cui versava Cosenza, portando come prove foto di rifiuti non raccolti nei vari quartieri della città. Piccato, Occhiuto ha replicato affermando che quell’intervista rappresentava una sorta di atto di presentazione alla città di Presta. Quest’ultimo, però, ha smentito. Smentita, ribadiamo, accolta a malincuore da chi lo aveva sostenuto cinque anni fa, prima che abbandonasse per incomprensioni con Adamo e company. Nel Pd ora tira aria nuova. Ma il marito della Bruno Bossio fa sentire, seppur con minore peso, la sua presenza. Il che potrebbe spingere Presta, (sempre se cambiasse idea) a scegliere il civismo ai partiti. Comunque, si voterà a Cosenza tra un anno. E tante situazioni e nomi muteranno. Non dimenticando le inchieste della magistratura.