Il Napoli batte la Juve ai rigori e vince la Coppa Italia: vendetta di De Laurentis contro Sarri

di Tommaso Acerbi

E’ una piccola grande soddisfazione, una sorta di vendetta, che va al di là della vittoria della Coppa Italia. Una soddisfazione che il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, si piglia contro Sarri, ex tecnico degli azzurri tanto amato da parte della tifoseria campana, ossia le vedovelle.

Contro Sarri perché, quando il tecnico toscano frequentava lo spogliatoio del Napoli, ha sì raggiunto 91 punti nel secondo anno di gestione azzurra. Ma non ha mai conquistato alcun trofeo, così come ha fatto alla Juve sino a ora. La partita? Certamente brutta, ed è   per Gattuso un successo inatteso ma che ci sta tutto.  Cristiano Ronaldo riparte da sinistra e dopo cinque minuti già saggia i riflessi di Meret dopo errore di Callejon in disimpegno e assist di un pimpante Dybala, di nuovo in versione più “nueve” del solito rispetto alla posizione decentrata occupata venerdì contro il Milan. C’è Cuadrado al posto di Danilo e la manovra offensiva bianconera pare giovarne. Bentancur al solito gioca più alto sul fronte destro, con Pjanic a guardia della regia. La Juve attacca cercando gli esterni per provare ad allargare le maglie azzurre, il Napoli si chiude e riparte, ma per metà tempo i contrasti si equiparano agli sbadigli. Il palo scosso da Insigne su punizione (Buffon in volo, comunque, c’era) non risveglia chi vorrebbe godersi occasioni da gol in serie. Del resto le marcature dei calciatori del Napoli sono toste e Douglas Costa sembra tra i bianconeri più in sofferenza. Si gioca sugli errori altrui, ma sono i campani a farsi ancora pericolosi al 40′ prima con Insigne (cross tagliente respinto da Alex Sandro), quindi con Demme: superbo Buffon. Pochi secondi e il capitano azzurro fa girare il pallone con il destro e ancora il portiere-leggenda si supera deviando in angolo. La Juve trova chiusi tutti i varchi, anche perché l’assenza di un centravanti si sente da matti, e la coppia Dybala-Ronaldo non ha sbocchi. Anzi, la Joya a volte si pesta i piedi con Douglas Costa. Il secondo tempo non comincia su ritmi più alti. Gattuso ha istruito bene i suoi: difesa bassa e attenzione a non concedere mai l’uno contro uno a una Juve, per altro, assai compassata. Callejon piace più in fase di ripiegamento che non in attacco dove i suoi proverbiali inserimenti vengono ben controllati. Sarri prende appunti, mentre Bonucci è il primo ammonito di una partita sì combattuta, ma senza alcuna esagerazione. La cerniera di centrocampo del Napoli, tutto sommato, tiene anche se Zielinski sta un po’ sulle sue. Dybala reclama un rigore dopo contrasto energico con Mario Rui. La Juve, al solito, fa tanto possesso, però privo di accelerazioni. Il giropalla è lento e si sviluppa a distanza siderale dall’area avversaria, la mira poi è assai rivedibile: Matuidi e Bentancur ne sanno qualcosa. Poi è il turno dei cambi: Danilo sostituisce Douglas Costa da un lato, Politano e Milik sono i sostituti scelti da Gattuso che toglie Mertens e Callejon. I ritmi rimangono bassi, ogni tanto cancellati da qualche fiammata: Politano, Dybala e Milik sfiorano il gol. Bernardeschi rileva Pjanic. Dybala prende i soliti colpi proibiti e Mario Rui si prende un giallo. Buffon governa i suoi con la voce e con il cuore, Ramsey dà il cambio a un Cuadrado in debito d’ossigeno, Elmas sostituisce Zielinski, ma i brividi sono tutti concentrati nel recupero: su angolo regalato da Bernardeschi, Buffon miracoleggia su Maksimovic, poi è proprio Elmas a prendere il palo ancora dopo deviazione di Gigi. Ai rigori la sentenza: vince il Napoli