Ed ora ripartono i matrimoni. Settore in crisi: in 60 mila sono saltati per scelta o pandemia

di Astolfo Perrongelli

Ma davvero la colpa è da addossare alla pandemia? O i rapporti tra le coppie erano incrinati già prima? Fatto sta che è crisi nera anche nel settore matrimoni, cerimonie e derivati.

E’ quanto emerge da una stima dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat in riferimento alle linee guida e alle misure di

sicurezza per la Fase 3 proposte dalle Regioni al Governo su cerimonie e ricevimenti fra chiese, uffici pubblici, ristoranti e agriturismi. A saltare, oppure a celebrarsi il prossimo anno sono stati quasi 60mila i matrimoni. La crisi generata dal Covid 19 ha provocato il crollo del fatturato e stravolto i bilanci di aziende e cooperative coinvolte. Tuttavia con la Fase 3 è possibile una ripresa di nozze e festeggiamenti, poichè in molte regioni, da oggi (lunedì) si potrà tornare a celebrare matrimoni con tanto di feste e banchetti. Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio e Puglia si sono adeguati con le loro rispettive ordinanze alla direttiva nazionale. La Toscana aveva già dato il via libera a partire dal 14 giugno, Campania e Sicilia dall’8 giugno.

Si potranno organizzare feste e banchetti però solo rispettando una serie di regole che garantiscano il distanziamento tra le persone e l’igiene. Secondo quanto prevedono le linee guida della Conferenza delle Regioni, si deve assicurare il distanziamento di almeno un metro tra gli ospiti, indossare la mascherina all’interno dei locali e conservare l’elenco dei partecipanti almeno per un periodo di 14-30 giorni.

Gli spazi dovranno essere organizzati al fine di evitare assembramenti e assicurare il distanziamento tra le persone. Se possibile bisogna allestire percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.

Inoltre i buffet possono essere consentiti solo con prodotti confezionati monodose o con l’impiego di personale apposito, “escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto”.