Stati generali a Villa Pamphili, ancora una volta evitato il Parlamento

di Astolfo Perrongelli

Sì, d’accordo: convochiamo gli Stati generali dell’economia. Ma questi incontri a Villa Doria Pamphili tra ministri, e parti sociale (l’opposizione non parteciperà) è una misura di distanziamento sociale per il Covid 19.

Oppure una ennesima passerella con la Ursula von der Leyen protagonista per un giorno?

Insomma, di passare in Parlamento con il testo del dispositivo è previsto? Il ‘caso’ è contemplato? Una discussione generale, un voto delle due Camere, magari preceduti dalla ‘capigruppo’ sono cose che non vanno più di moda? Il presidente Conte dice: “E’ un provvedimento tecnico, non politico”. Ma abbiamo avuto una marea di governi ‘tecnici’ e ‘meno tecnici’ che si son sempre fatti approvare gli atti nella aule parlamentari. A cominciare da Lamberto Dini, che riuscì a farsi approvare una buona riforma delle pensioni.

Comprendiamo che il parlamento, ultimamente, si sia trasformato in una specie di ‘cortile’. Capiamo tutto. Ma almeno alcuni passaggi formali, caro presidente del Consiglio, non li vogliamo fare? Il parlamento non conta più niente? E’ diventato un inutile orpello? Un luogo di ‘bivacco’? Suvvia, presidente: faccia uno sforzo, anche se capisco il tentativo di accelerare le ‘tempistiche’. Inoltre, un piano studiato da Colao, quello che quando stava a quella Vodafone, il manager che si sostituisce al potere legislativo? Mah…

Qui, alcune domande sorgono spontanee. Sia chiaro che non siamo noi a demonizzare il mercato o ad avere un atteggiamento preconcetto nei confronti degli imprenditori, anche se il più delle volte ci verrebbe il desiderio di fare esattamente il contrario di quanto consiglia Confindustria. Inoltre, per fare tutte ‘ste cose era proprio necessario spostarsi a Villa Pamphili? E’ un problema di carenze affettive? Tutti a Villa Pamphili: è la nuova reggia di Versailles? Ve lo ricordate come andò a finire quella volta, con Luigi XVI e Maria Antonietta? La speranza è che si possa trovare una unità di intenti almeno all’interno del governo e con le parti sociali. Anche perchè con la Meloni e Salvini è inutile ragionare. Soprattutto, se questo va a recitare il rosario da Barbara Russo o continua a ripetere la solita solfa sulla mancata erogazione della cassa integrazione in deroga. Quando anche un bambino sa che i ritardi sono stati causati dalle regioni e dai datori di lavoro che hanno comunicato in ritardo, e c’è chi non lo ha fatto ancora, i dati dei dipendenti da mandare in Cig. Orsù, Giuseppi, daje, ma datti na mossa.