Guanti e mascherine abbandonate. Arriva l’allarme di Legambiente

di Tommaso Lattarico

Secondo Legambiente potrebbero ammontare a 70mia tonnellate annue i rifiuti prodotti dall’abbandono di mascherine e guanti.

Un quantitativo che può arrivare a 300mila tonnellate annue, tenendo conto di tutte le tipologie di dispositivi di protezione individuale, secondo i dati dell’Ispra.

Per questo Unicoop Firenze e Legambiente, con il patrocinio della Cabina di Regia “Benessere Italia” del Presidente del Consiglio dei Ministri, hanno promosso una campagna di comunicazione e informazione con gli obiettivi di sensibilizzare i cittadini sui danni all’ambiente causati dall’abbandono dei dispositivi di protezione individuale, monitorare i casi già significativi per facilitare poi interventi di pulizia, proporre alternative concrete e sicure all’usa e getta, rappresentate dalle diverse tipologie dimascherine certificate e riutilizzabili già presenti sul mercato e che sono disponibili in tutti i punti vendita di Unicoop Firenze a partire da oggi, con un allestimento dedicato nei negozi. 

“L’impegno di Unicoop Firenze per l’ambiente è costante – spiega Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze – siamo stati la prima realtà della grande distribuzione ad introdurre i sacchetti in mater-bi e a promuovere l’uso delle buste riutilizzabili, lo scorso anno abbiamo anticipato la normativa europea e tolto dagli scaffali alcuni milioni di pezzi di stoviglie usa e getta. Ora l’emergenza si chiama mascherine e guanti, dispositivi monouso che rischiano di venire dispersi nell’ambiente, e vogliamo intervenire per fare la nostra parte, da un lato sollecitando soci e clienti ad adottare comportamenti corretti, dall’altro dando la disponibilità di mascherine riutilizzabili, ecologiche e ad un costo accessibile”.

“Il fenomeno dell’abbandono nell’ambiente di guanti e mascherine usa e getta può avere un impatto ben più grave di quello legato solo all’incuria – dichiara il presidente di Legambiente Stefano Ciafani -. Per le loro caratteristiche di leggerezza e rapidità di deterioramento, infatti, finiscono molto facilmente, attraverso il reticolo idrografico o trascinate dal vento, in mare, dove possono causare un incremento della diffusione di microplastiche e diventare una minaccia per tutte le specie, protette e non. Sono scene che si ripetono sempre più spesso e che Legambiente ha denunciato per prima, da Milano a Firenze fino alle spiagge di Campania, Calabria e Sicilia”.

“L’impegno di tutti deve essere quello di fare in modo che qualsiasi azione o iniziativa mirante a salvaguardare la salute sia nel rispetto dell’ambiente – afferma Filomena Maggino, presidente della Cabina di Regia “Benessere Italia” del Presidente del Consiglio dei Ministri   – Il vero benessere del Paese è quello condiviso e rispettoso, equo e sostenibile”.