Covid: effetti collaterali. Ossia, dopo la tragedia, ecco la farsa

di Giuseppe Mariconda

Coronavirus: dopo la tragedia la farsa. Dai lutti alla lotta: con manifestazione di stupidità, ma anche di ignoranza. Aveva ragione Marx : quando la storia si ripete la prima volta è tragedia la seconda, farsa.

Stiamo ai fatti. Anzi agli effetti collaterali del Covid 19. Evidenti i danni del lungo, ma inventabile, lockdown:

in piazza ad Avellino il sindaco Gianluca Festa (indipendente di centro sinistra, già Pd) 46 anni prova a ricordare i suoi trascorsi di cestista ed inscena con i giovani della movida un coro contro i salernitani, che nel basket non sono stati mai un gran ché, ma sono concittadini del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Nel calcio c’è una rivalità terribile tra le due città, ma nel basket no. I cori offensivi, degni di uno stadio – curva ultras – sono sempre disgustosi, ma diventano testimonianza di gravità estrema quando avvengono in tempi in cui si dovrebbe avere rispetto per i morti e solidarietà verso gli operatori sanitari che hanno contribuito a debellare (almeno per ora, e si spera per sempre) un pericolo subdolo per l’intera umanità.

Ma insieme alla “sguaiatezza” individuale c’è anche quella istituzionale. Forse è un virus “calabrese” (e chiedo scusa ai calabresi) quello che ha contagiato rappresentanti di alcune istituzioni. Jole Santelli, presidente della Calabria, dichiara guerra al governo per le ordinanze sulla riapertura di bar e ristoranti e Luigi De Magistris (ex magistrato in Calabria) se la prende con quelle del Presidente della Regione Vincenzo De Luca sulla limitazione degli orari per i “baretti” e i locali della movida napoletana. Ora visto che entrambi masticano di procedure legali (una avvocato e anche sottosegretaria alla giustizia, l’altro togato fino a qualche anno fa) visto che hanno studiato codici, pandette ed annessi una domanda sorge spontanea: perché ricorrere ad un giudice sapendo di non avere nessuna possibilità di vedere riconosciute le proprie “scriteriate” ragioni? Un uso strumentale del diritto? E perché? Per gettare fumo negli occhi di possibili elettori? E anche qui conti sbagliati: la Santelli è stata appena eletta e quindi ne avrà per cinque anni, l’altro non potrà essere confermato sindaco di Napoli, grazie alla legge che concede due soli mandati. Allora non essendo l’ignoranza a spingerli ad un incauto passo qual è la ragione vera? La polemica per la polemica? Ma non si rendono conto che a farne le spese sarebbero proprio i loro amministrati… gli esercenti, perché non hanno chiaro il quadro e non sanno cosa fare, e gli avventori perché rischiano ancora di contagiarsi, ma questa volta con il “bollo dell’autorità”, che in questo caso conta assai poco. Seminare insicurezza proprio quando servono indicazioni precise per riprendere un cammino interrotto tragicamente dalla pandemia?

Infine una considerazione: entrambi pensano che i giudici entrino spesso a gamba tesa nel terreno “proprio” della politica. La prima per averlo denunciato all’epoca di Berlusconi, l’altro per averlo praticato all’epoca del “Why not”. Ora che sta dall’altra parte, però… chissà. Anche qui una domanda: ma se siete voi politici che ricorrete al giudizio di un magistrato per questioni che possono essere risolte “politicamente” con confronti, dibattiti e decisioni, di cosa vi lamentate poi? Giustizialismo, invadenza, potere giudiziario, e tutto il resto. Certo gli ultimi avvenimenti, emersi di recente,  hanno aperto una lesione profonda all’interno della stessa magistratura, ma questo è altro discorso che riguarda i rapporti extra codici tra potere e giudici. Una questione antica e affrontata con soluzioni temporali e di comodo da oltre quarant’anni. Ora forse il nodo potrà essere sciolto. Ma anche qui con il contributo di tutti, con confronti, proposte, dibattiti e soprattutto senza ricorrere alle… carte bollate. Se non si ricomincia.