Il bacio della morte di Fausto Bertinotti a Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti ha ragione ma anche, per dirla con Veltroni, torto. Ha ragione perché con le sue dimissioni isteriche ha smascherato i farisei che da settimane lo tenevano sulla graticola. Ha torto perché ha dimostrato di non avere idee,

quantunque  nella politica di questa epoca nessuno si regge in piedi da solo. Si vedono e si sentono in giro tante prefiche. Tanti appelli all’unità. Tante sirene, tanto di tutto e tanto di niente. L’assemblea nazionale del Pd, che potrebbe essere riparatrice o catartica, oppure una semplice perdita di tempo, si terrà il 13 e 14 marzo. Con quale l’esito? Molto dipenderà da cosa si sono detti Lorenzo Guerini e Dario Franceschini, le due anime cattoliche dei dem. Federica Fantozzi su Huffpost ha osservato: «Tra i primi a essere spiazzato dallo strappo di Nicola Zingaretti c’è il ministro della Cultura

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Un anno perso per tutti. E l’umanità, un valore che non riesce a essere contagioso…

Abbiamo fatto il callo alla morte. Come è avvenuto durante le guerre, come sono stati costretti a farlo i nostri soldati e i nostri genitori o nonni. Ritenevamo che il distacco dalla morte riguardasse qualcosa di fisicamente lontano, nell’Africa

irraggiungibile ma pur violentata dagli egoismi franco-europei o nelle aree mediorientali nelle quali il mondo ipocrita svolge “missioni di pace” facendo finta di non vedere il traffico di armi e molto altro. Un anno in preda al Covid, passando da allarmismi e improvvisazioni a episodi di assurdo negazionismo, con gli scienziati che, da scienziati, non hanno mai certezze ma i cui dubbi sono stati oggetto finanche di derisione da una politica, quella sì, incompetente e incapace, in Europa come negli Stati Uniti e in tutto il resto del mondo cosiddetto “evoluto”. Abbiamo visto sfilare bare sui camion militari, abbiamo sentito il freddo della paura e della morte, ascoltato il grido di Papa Francesco, abbiamo acceso speranze con i colori

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Pandemia, il vaccino AstraZeneca “conferma la sua efficacia sugli anziani con più di 70 anni”

Nuovi dati positivi sull’efficacia del vaccino AstraZeneca-Oxford che si aggiungono a quanto recentemente pubblicato da parte delle Autorità Sanitarie Scozzesi. Il Public Health England (PHE) ha infatti presentato i risultati

preliminari di uno studio condotto in Inghilterra su dati di real world nella popolazione over 70“, fa sapere in una nota la multinazionale.

“Le evidenze cliniche- prosegue il comunicato- derivate dall’utilizzo del vaccino AstraZeneca-Oxford in Scozia e Inghilterra su milioni di cittadini confermano che il vaccino è efficace nel prevenire in tutte le fasce di etàin particolare negli anziani, sia le ospedalizzazioni causate dall’infezione da covid che la malattia a tutti i livelli di gravità, integrando i risultati degli studi clinici registrativi. Questi dati, uniti alle caratteristiche del vaccino che consente di poter essere utilizzato senza particolari

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Senhit: cinque motivi per guardare Sanremo. “Che si prova a non sentire il calore del pubblico?”

La cantante bolognese Senhit non ha perso la sua contagiosa positività, ed è riuscita a sfruttare al meglio il blackout artistico imposto dalla pandemia. In particolare, quest’anno le è servito per preparare al meglio l’esibizione per la

semifinale dell’Eurovision Song Contest 2021, che si terrà a Rotterdam il 20 maggio prossimo, e alla quale lei parteciperà in rappresentanza di San Marino. Senhit, inoltre, indica cinque motivi per cui sarebbe necessario guardare Sanremo. Ed ecco la spiegazione della cantante bolognese: 1 – “Il Festival e praticamente l’unica vetrina canora rimasta, dopo la scomparsa di tante kermesse come ad esempio il Festivalbar, ed è anche un ‘signor concorso’ sul piano della qualità”.

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Femminista, partigiana e leader politica. E’ “Leonilda”, anzi, è la compagna Nilde Iotti

Fermamente partigiana, femminista, tra le ventuno donne partecipanti all’Assemblea Costituente nel 1946, ma soprattutto prima donna a ricoprire la terza carica più alta dello Stato, la presidenza della Camera dei Deputati, per ben 13 anni: è la storia di Nilde Iotti, al secolo Leonilde, una delle figure più importanti della storia italiana e della nascita della nostra Costituzione per eccellenza. Figlia di Egidio Iotti, un deviatore delle Ferrovie dello Stato, di cui rimane prematuramente orfana, la vita di Nilde, che nasce il 10 aprile 1920 a Reggio Emilia, non è di quelle che si definiscono agiate: alle già precarie condizioni economiche in cui versa la famiglia, si aggiunge l’allontanamento del padre

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Il grido silente degli animali: dalla “fattoria” di Orwell a quella della realtà

In fin dei conti è solo un sacco di ossa“. Sono queste le agghiaccianti parole pronunciate da un operaio, lavoratore in un parco di tigri nel nord della Cina, usate per descrivere cosa rappresentasse per lui il corpo privo di vita di una tigre. Frasi terribili dietro ai quali si cela il mostruoso business che li guida e cancella irrimediabilmente ogni sentimento di pietà o di rimorso.

Stiamo parlando del traffico illegale delle tigri negli allevamenti asiatici, tenute in condizioni disumane e spaventose, per alimentare un circuito che ruota attorno all’assurda avidità dell’essere umano. Il denaro al di sopra della vita di un essere vivente, il vanto grottesco di portare avanti un commercio che sfrutta i grandi felini dell’intero Pianeta. Appelli, richieste disperate da parte di associazioni e leggi a favore della tutela degli animali, non sfiorano minimamente i responsabili di questo massacro che continuano imperterriti a perseguire il loro scopo. Creare gioielli, cibo e medicine è l’obiettivo primario della cattura di migliaia di esemplari selvatici che non fa distinzione tra

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Quando il dolore fa audience. Da Vermicino ad Avetrana, dal “dursismo” al funerale in diretta tv

Il dolore è qualcosa di intimo, profondo o qualcosa che merita la spettacolarizzazione per essere definito tale? Funerali in diretta tv, avvocati del diavolo, opinionisti nei salotti del piccolo schermo, interrogatori a telecamere accese, diventano il nostro zapping preferito e i morti, così come i malati, diventano cibus dei nuovi media che accalappiano pubblico con un meccanismo di masochismo, immedesimazione e assuefazione da dark news. Il dolore dunque come leva del marketing. Il dolore come circo mediatico in una società disorientata ed imbruttita che scambia Alfonso Signorini come prete, che dà l’ultima unzione al GfVip e fa di Barbara D’urso, la paladina dei drammi altrui.

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